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Giurisprudenza - CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 27 aprile 2018, n. 10279

Contratti di lavoro nautico in regime di continuità e a tempo determinato - Disciplina comune dei licenziamenti applicabile al personale marittimo navigante delle imprese di navigazione - Mera annotazione dello sbarco per avvicendamento sul libretto di navigazione - Sbarco del lavoratore non coincide necessariamente con la risoluzione del rapporto

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Fatti di causa

1. Con sentenza del 10.2.2016, la Corte d'appello di Catania respingeva il gravame proposto da L.O. avverso la decisione del Tribunale di Siracusa che ne aveva rigettato l'impugnativa di licenziamento, dando atto che il ricorrente aveva ricevuto la lettera di risoluzione del rapporto in data 17.3.2010, che il rapporto di lavoro doveva ritenersi cessato a tale data e che il L. non aveva tempestivamente impugnato il recesso, né provato che il rapporto fosse proseguito successivamente alla risoluzione o che tale recesso fosse stato revocato.

2. Rilevava la Corte che, poiché la disciplina dei licenziamenti si applicava sia ai contratti di lavoro nautico in regime di continuità, sia ai contratti a tempo determinato, era necessaria, anche a voler ritenere che lo sbarco per avvicendamento non potesse costituire giusta causa di recesso dal rapporto, la tempestiva impugnazione dell'atto scritto di licenziamento entro il termine di 60 gg. dalla comunicazione, decorso il quale il ricorrente doveva ritenersi decaduto dal diritto ad ottenere l'esame nel merito della sussistenza della giusta causa o del giustificato motivo contestualmente alla lettera di licenziamento.

3. Osservava che la missiva indirizzata al lavoratore avesse chiaro significato di recesso dal rapporto, non riducendosi ad una mera annotazione dello sbarco per avvicendamento sul libretto di navigazione fatta dall'ufficiale o da altro funzionario dell'ufficio marittimo, avendo nel caso di specie la società comunicato formalmente la risoluzione del rapporto di lavoro e che inoltre la univocità della comunicazione di risoluzione era evincibile anche da precedente missiva del 2.4.2009, con cui la società aveva comunicato al L. il recesso dal precedente rapporto a seguito dello sbarco ed il predetto subito si era imbarcato con altro armatore, con ciò lasciando comprendere di avere inteso in tale senso la precedente comunicazione. Né la prova della persistenza del rapporto dopo la detta comunicazione di risoluzione poteva trarsi dalla convocazione per l'imbarco, atteso che era espressamente previsto dal c.c.n.I. il diritto del marittimo che avesse superato il periodo di prova alla reiscrizione al turno particolare, tale iscrizione non provando la persistenza del rapporto di lavoro, ma solo il diritto del lavoratore ad essere chiamato per la successiva costituzione di un rapporto di lavoro in attuazione dell'obbligo derivato dalla iscrizione del ricorrente al turno. Aggiungeva che la cancellazione configurava un licenziamento soltanto se era in corso un rapporto di lavoro a tempo indeterminato anche se non in regime di continuità, in caso diverso attenendo la cancellazione, eventualmente illegittima, alla costituzione di un nuovo rapporto e non al licenziamento di quello in corso. Poiché era intervenuto un licenziamento formale in data 17.3.2010, l'accoglimento della eccezione di decadenza impediva di valutare la legittimità dello stesso.

4. Di tale decisione domanda la cassazione il L., affidando l'impugnazione a tre motivi, cui resiste, con controricorso, la società. Entrambe le parti hanno depositato memorie ai sensi dell'art. 378 c.p.c.

Ragioni della decisione

1. Con il primo motivo, si denunzia violazione degli artt. 327-328-332 n. 4, 340-341-342 C.N., nonché dell'art. 1 e ss, 12 I. 604/66 e 35-40 I. 300/70, sub C. Cost. 96/1987, sostenendosi che il rapporto di lavoro nautico a tempo indeterminato non ha motivo di discostarsi, quanto alla disciplina sinallagmatica, da quello comune e che, per l'effetto, non vi possono essere cause o motivi di recesso datoriale che non siano quelle previste dalla legge, con la conseguenza che l'avvicendamento o lo sbarco segnano solo il momento del passaggio dal periodo di lavoro a bordo al periodo di riposo a casa e che il contratto di arruolamento....clicca qui per l'articolo completo 

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