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Come andare in pensione prima 

Vediamo di seguito quali sono gli strumenti a disposizione del cittadino per poter uscire prima del mondo lavorativo e andare in pensione prima

 

Chi non si è mai chiesto quando andrà in pensione e quando, pertanto, potrà godere del meritato riposo. Certo, la crisi economica, il crollo della natalità e l’aumento dell’età pensionabile, rendono tale data sempre più lontana. Nonostante le richieste dei sindacati e del fronte politico bipartisan, il Governo ha stabilito che non ci sarà alcun rinvio, almeno allo stato attuale, della decisione amministrativa orientata a rendere operativo dal 1° gennaio 2019 l’adeguamento, all’aspettativa di vita certificata dall’Istat, dell’età di pensionamento stabilita in 67 anni, eccetto per le 15 categorie di lavori gravosi che sono escluse dall’aumento dell’età pensionabile (le 11 già fissate dall’Ape social di seguito indicate e altre 4: agricoli, siderurgici, marittimi e pescatori). È possibile, tuttavia, individuare diverse strade per andare in pensione prima del previsto. Scopriamo insieme quali sono.

Indice

1 L’Ape volontario
2 L’Ape Aziendale
3 L’Ape Social
4 Lavori usuranti
5 I precoci
6 Il cumulo gratuito

L’Ape volontario

L’Ape volontario, introdotto con la legge di bilancio 2017, è chiamato tecnicamente “anticipo finanziario a garanzia pensionistica“; dovrebbe iniziare ad operare da gennaio 2018. Si tratta dello strumento tramite il quale è possibile anticipare il pensionamento fino a 3 anni e 7 mesi rispetto al previsto. In altre parole, il lavoratore, iscritto presso l’assicurazione generale obbligatoria (Ago), che abbia almeno 63 anni di età con almeno 20 anni di contributi e al quale non manchino più di 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio, potrà avere accesso alla misura di pensionamento in oggetto e ricevere un assegno mensile, alternativo oppure complementare allo stipendio, in anticipo rispetto alla pensione, facendo ricorso al sistema bancario ed assicurativo. Il prestito bancario assicurato ha rimborso ventennale e dovrà essere restituito, una volta conseguita la pensione, con rate di ammortamento costante.

L’Ape Aziendale

L’Ape Aziendale è un nuovo metodo di accesso alla pensione anticipata. È stata introdotta dalla legge di Bilancio 2017 e riguarda tutti i dipendenti che lavorano presso le aziende che saranno oggetto di un piano di ristrutturazione aziendale. In base all’Ape Aziendale è possibile che il datore di lavoro e il lavoratore si accordino sulle condizioni per la pensione anticipata, in modo tale che il datore di lavoro si impegni a sostenere interamente i costi dell’Ape del lavoratore. Questi costi consistono in un versamento all’Inps commisurato alla retribuzione percepita dal dipendente prima che sia avvenuta l’interruzione del rapporto lavorativo, in alternativa si può optare per il ricorso ai fondi bilaterali. L’azienda può sostenere, altresì, l’onere della contribuzione con riguardo agli anni che mancano al pensionamento ordinario, per fare in modo che l’importo della pensione risulti più elevato.

L’Ape Social

L’Ape Social è una pensione anticipata gratuita. È stata introdotta dalla Legge Bilancio 2017 ed è attualmente in corso di modifica. Possono accedere al tipo di pensionamento in oggetto i nati fra il 1951 e il 1953, che abbiano maturato a seconda dei casi fra i 30 e i 36 anni di contributi e che possono uscire dal modo lavorativo 3 anni e 7 mesi prima rispetto all’età pensionabile definita dalla Legge Fornero (66 anni e 7 mesi di età), già a partire dai 63 anni. Tale prestazione assistenziale consente, in altre parole, di anticipare l’uscita dal lavoro o di ottenere un sussidio-ponte fino alla pensione. Possono richiedere l’Ape sociale: i disoccupati, coloro che assistono parenti affetti da disabilità, persone riportanti una invalidità almeno al 74%, nonché coloro che svolgono attività particolarmente gravose o particolarmente usuranti (si pensi agli operai, ai conduttori di gru, ai conciatori di pelli di pellicce, agli edili, agli autisti di mezzi pesanti, al personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere turniste, ai maestri d’asilo, alle badanti, agli operatori ecologici, ai facchini, agli addetti alle pulizie). A queste categorie di soggetti non verrà applicato l’adeguamento a 67 anni dei requisiti richiesti per il pensionamento all’aspettativa di vita certificata dall’Istat; in altre parole, sono esclusi dall’aumento dell’età pensionabile.

Lavori usuranti

Possono andare in pensione anticipatamente, uscendo dal mondo lavorativo con requisiti ridotti, anche gli addetti alle cosiddette mansioni usuranti o coloro che svolgono un attività lavorativa notturna: si pensi a chi lavora in miniera, a chi lavora a contatto con alte temperature o in spazi particolarmente ristretti, ai lavoratori del vetro cavo. Per questi lavoratori dal 2017 per ottenere la pensione sono richiesti i seguenti requisiti: 61 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi, nonché il perfezionamento della quota 97,6 (età più contributi). Per tale categoria di soggetti fino al 2026 non rileva l’aumento dell’aspettativa di vita.

I precoci

Si ricorda, poi, la possibilità di andare in pensione anticipatamente concessa ai lavoratori precoci, cioè a coloro che hanno iniziato a lavorare prima di aver compiuto i 19 anni, per almeno 12 mesi. Requisito necessario è avere almeno 41 anni di contributi  prescindendo  dall’età anagrafica. Può richiedere la pensione anticipata chi sia in possesso dei requisiti appena esposti ed, inoltre, si deve trattare di uno dei seguenti soggetti: soggetto disoccupato, soggetto che assiste parenti affetti da disabilità, persona riportante una invalidità almeno al 74% e soggetto che svolge attività particolarmente gravosa o particolarmente usuranti (come gli operai, gli edili, gli autisti di mezzi pesanti, gli infermieri, i maestri d’asilo, le badanti ecc.).

Il cumulo gratuito

Il cumulo gratuito rappresenta un’alternativa priva di costi per andare in pensione più agevolmente qualora le attività lavorative siano state svolte in modo discontinuo e siano stati effettuati versamenti in più gestioni. Lo strumento in esame permette di effettuare il cumulo, del tutto privo di costi, dei periodi assicurativi accreditati presso diverse gestioni per il riconoscimento di un’unica pensione. Quest’ultima sarà calcolata sulla base delle regole di ciascun fondo.

 

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