LETTERE ALLA REDAZIONE

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02-12-2017

Egregio direttore di Torre d’amare, dopo aver letto i vari articoli e visto i vari servizi sul vostro portale, inerente alla disoccupazione dei marittimi italiani, a parer di molti, generata dal registro internazionale, se mi è concesso, volevo esprimere il mio pensiero in merito. Premesso che, la legge 30/98 fu istituita con lo scopo di soddisfare due obiettivi: il primo, far rientrare le navi sotto la bandiera italiana, in quanto in quel periodo si verificò il cosiddetto “flagout” della navi, ed il secondo, di incrementare l’occupazione dei marittimi italiani/comunitari. La storia ci insegna che il primo obiettivo è stato pienamente raggiunto, mentre il secondo parzialmente disatteso. Dico parzialmente, perché è pur vero che, durante questi anni, ci siano stati degli accordi in deroga da parte dei sindacati con Confitarma, che permettevano l’imbarco di personale extracomunitario su navi italiane, che non effettuavano cabotaggio nazionale, ma bisogna riconoscere anche che, con il rientro delle navi da bandiera estera a bandiera italiana, ci sia stato un ritorno dell’occupazione dei marittimi italiani/comunitari, in quanto fino a poco prima, si erano persi quasi tutti i posti. Per onore di verità, dal 1998 ad oggi, non ci sono stati mai i dovuti controlli sulla corretta applicazione delle legge da parte dell’autorità marittima o attraverso l’osservatorio marittimo, che pur essendo previsto, non è stato mai istituito. Detto questo, concordo sul fatto che, nel cabotaggio nazionale (ultima riserva dei marittimi italiani) non ci debbano essere marittimi extracomunitari, ma per quanto riguarda tutto il resto, ragionando con senso di responsabilità, non si può obbligare un armatore che compete a livello mondiale (globalizzazione), di imbarcare tutto personale italiano o comunitario, in quanto si troverebbe fuori mercato per gli alti costi del personale, che tra l’altro, risultano essere l’unico costo comprimibile. A mio avviso per creare occupazione, anziché accanirsi utopicamente contro il registro internazionale, bisogna spostare l’attenzione sull’obbligatorietà all’imbarco di personale italiano nella misura del 30% su navi estere che effettuano traffici in Italia. Mi spiego meglio, visto che, sia la Spagna, la Grecia ed altre nazioni, indipendentemente dalla bandiera della nave che effettua traffico con le loro coste, per una questione di sicurezza, impongono il 30% del personale locale, in quanto devono saper parlare la lingua del posto, perché in Italia non si pensa di invogliare il governo a fare ciò? Poi volevo portare all’attenzione un altro grande problema che ovviamente danneggia l’occupazione dei marittimi, che è quello, di invitare le varie capitanerie di porto, a non concedere autorizzazione “ufficiose” o ufficiali, per la riduzione di personale prevista dalla tabella minima di sicurezza, in tabella per nave inoperosa, in quanto in tutti i porti del mondo in cui sono stato, questa cosa non è stata mai concessa, perché si parla sempre, in caso di ispezione, di minimun safe manning. Diceva un noto saggio italiano: fatta la legge, nasce l’inganno. Si fa tutto questo per non disarmare la nave, in quanto durante il disarmo vengono sospesi i benefici del registro internazionale e dopo 3 mesi scadono i certificati nave.

Nell’augurarmi di non essere stato noioso, ma di aver sollevato alcune questioni importanti, auguro a tutti i lettori, buona fortuna.

C.L.C Marco Sorrentino

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07-11-2017

[14:16, 7/11/2017] MONTANO F: Lettera “semiaperta”!

Salve a tutti,una lettera che invio  in forma pubblica,inviata prima in forma privata leggermente modificata oggi per ovvi motivi,volendo tuttavia precisare che quanto detto all’interno di questo riguarda meramente un certo ambito lavorativo!! Da due anni,noi marittimi lavoratori abbiamo il senso di aver perso la nostra serenità lavorativa. Il malcontento e la sensazione di perenne disagio derivano dall’incapacità totale (quasi)del comando preposto, senza voler tuttavia offendere chi incapace lo è per motivi di salute. Come esseri umani, prima ancora che come dipendenti, siamo sottoposti a stress elevato, quasi come fosse un’istigazione perenne nei confronti del personale di bordo, con il fine ultimo di ricevere lettere di contestazione, dovute ai continui rimproveri, alle reiterate umiliazioni ricevute. 
Basti semplicemente prendere atto di quante lettere siano arrivate negli ultimi due anni, maggioranza delle quali completamente pretestuose. 
Si “dice” in giro,con tant’è chiacchiere che c’è la volontà di migliorare la condizione nella quale versiamo attualmente, cercando anche una motivazione che aleggia dietro questi malsani comportamenti lavorativi.Altre sono le lamentele che sento di dover rivolgere a chi conosce il motivo di questa lettera. La prima è sicuramente relativa all’alimentazione di bordo. Situazione che penso si possa riassumere all’interno di un unico aggettivo: Scandalosa! 
La situazione che vige all’interno del menù  di bordo equipaggi ha fatto si che vi fosse un incremento del 100% di rifornimenti dai supermercati locali da parte del  personale di bordo, avendo significative ripercussioni ulteriori sul salario percepito. 
Proseguiamo poi con la mancata manutenzione degli ascensori, delle macchine per le pulizie, dei forni, delle cucine, dei frigoriferi  e delle piastre,per nn citare le scale mobili.... vero fiore all’occhiello degli scandali...Si assume spesso la tecnica del ‘dimenticatoio’; spesso per ottenere un ripristino del danno evidente si aspettano mesi, durante i quali si reitera e perpetua un evidente disagio,per gli alloggi equipaggi un bel “no comment” credo che possa ben esprimere il concetto.
Poniamo poi l’accento sui contratti, o accordi, considerati il vero scandalo di questo lavoro. Non vi è rispetto per nessuno dei punti inseriti all’interno di esso: periodo di imbarco, di riposo o di anzianità. 
Va ricordato in questa mia, che esistono ben sette forme di contratti; ....Tanti BLA BLA...la speranza dovrebbe essere quella di ricevere miglioramento per chi sta sotto, certamente non ci si aspetterebbe di peggiorare la situazione di chi sta meglio. In amministrazione percepiscono un compenso per la reperibilità, mentre per noi marittimi durante le corse “maggiorate”non è previsto neanche l’umano grazie!
Si decanta molto su facebook, ma .....
Dulcis in fundo, vorrei inserire la questione dell’amianto che da molti non è mai stato citato. Eppure esisteva ed esiste ancora. Si dice di volere il bene di una categoria ci si aspetterebbe di sentir parlare di tutto: bello, brutto e principalmente cattivo.
Spero che queste righe, oltre che donare una maggiore chiarezza, possano motivare a ricevere un ravvicinato incontro con chi “ci ama” a bordo di una nave!!
Nella speranza che queste mie vengano tenute in considerazione da “gente” che, come me che svolgo questo lavoro da quasi 40 anni, professa amore per il mare!
Francesco Montano

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07-11-2017

Serve un salto di qualità. 

Tutto cambia nel settore marittimo .nuove sigle ,nuovi presidenti, nuovi nomi ,ma la realtà ci dice che non e’ cambiato nulla.

 Armatori che fanno la conta delle famiglie e delle alleanze , chi entra ,chi esce , chi nomina un attendente alla presidenza lasciata da poco ma in realtà rimane la Sconcertante realta’che va avanti da un po’ di anni,

un solo armatore (ONORATO) che difende noi marittimi  (comuni) per conservare e garantire un futuro ai giovani .

Grimaldi promuove Matteoli alla presidenza di Confitarma  per continuare le solite scaramucce  per i suoi interessi.   

Le solite pesanti mancanze da parte della politica e dei sindacati , che non conoscendo il mondo marittimo ,si guardano bene dal  pronunciarsi, in vista delle prossime  elezioni,  poiché potrebbe essere pericoloso  dire “stupidate “ proprio adesso.

Difendere l’unico armatore in Italia che cerca di garantirci lavoro è sopravvivenza per noi che ne facciamo gia’ parte, ma speranza per il futuro di molti giovani  che intraprenderanno la via del mare.

Per le navi Italiane che effettuano rotte internazionali con equipaggio Italiano da 80 persone, se si sostituiscono 60 marittimi comuni con altri extracomunitari il risparmio per l’armatore è enorme, soprattutto se beneficia ugualmente degli sgravi, si tratta di cifre milionarie.

Per questo motivo dobbiamo difendere e spronare gli altri armatori Italiani a contrastare chi vuole “affondare” le nostre vite e dei nostri figli, così rischiamo di vedere le compagnie Italiane sparire per gli alti costi di gestione e perdita di competitività a favore degli approfittatori, il che per noi significa perdita di lavoro nell’immediato e nel futuro.

Questo scenario catastrofico e sotto gli occhi di tutti i politici, di tutte le sigle sindacali che continuano a fare come le scimmiette , non vedo, non sento, non parlo.

Eppure dovrebbe essere semplicissimo per voi darci una mano, dovreste vigilare sull’attuazione delle leggi vigenti che esistono, sono applicabili ma nessuno di voi lo fa, ma fate gli spettatori di questa telenovela Onorato-Grimaldi-Marittimi che scrivono e rilasciano  interviste un po qui ed un po là.

Molti politici e sindacalisti non conoscono nemmeno le navi traghetto, perché loro si spostano solo con l’aereo per le Isole maggiori, ed in elicottero o lo yacht dell’amico di turno per le Isole minori.

Mi auguro ed auspico a tutti noi marittimi che alle prossime elezioni, dove molti di noi non voteranno perché in “mezzo al mare” e quindi non possiamo esprimere un nostro sacrosanto diritto, ma gli Italiani all’estero possono e pagano anche le tasse in altri paesi oltretutto, mentre noi le paghiamo nel nostro, che finalmente possa esserci al Governo un uomo che conosca bene la nostra realtà e degli armatori italiani e che finalmente possa prendere in mano la situazione stagnante e pericolosa che affrontiamo da anni, ormai.

Abbiamo bisogno di competenza ed onestà intellettuale sia nei sindacati che nei politici, solo così (forse) riusciremo a garantire lavoro ai nostri figli che entreranno a far parte di questo  sfasciato mondo marittimo. Noi siamo fatti di acqua e sale, cotti dal sole ma con un cuore grande che non riesce a tradire le sue origini marittime. 

Marittimo Primavera Giuseppe

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12-10-2017

Vincitore di causa.....di che cosa????

Carissimo Direttore la ringrazio in anticipo, se mi da la possibilità di poter esprimere un mio pensiero e sarà mia cura di omettere nomi e società per evitarle fastidi o richiami.

Mi presento, sono un marittimo, un cosi detto vincitore di causa, e lo dico quasi con vergogna, perchè la parola vincitore secondo me sta per perditore.

Infatti, caro Direttore io pur avendo una sentenza favorevole, pur avendo l'ordine tassativo da parte del Giudice giudicante di essere assunto, sono sempre piu' precario, in quanto la mia società non riconosce la sentenza.

In Italia, la giustizia sappiamo come funziona e con quanta lentezza applicano le sentenze, ma io fra pochi anni dovrò lasciare il servizio per limiti di età e di questa vittoria sinceramente non so che farmene, anche perchè sono convinto che tra le tante ingiustizie che subiamo noi marittimi, anche se vinci una causa, siamo considerati perdenti.    

r.p.

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12-10-2017

Protesi dentarie per i marittimi

Una piccola rettifica : nel ribadire che la wipla non era una tecnica ma solamente la marca di un materiale, erroneemente scrivemmo che era stata utilizzata pet gli scheletrati delle protesi fisse: niente di più errato e fuorviante in quanto doveva essere utilizzato per gli scheletrati delle protesi mobili ma questo sistema non vide mai la luce x i suoi costi.Un motivo in più affinché voi tutti possiate aprire bene gli occhi su come stiano "giocando " sulle nostre spalle.Le richieste di incontro delle organizzazioni Sindacali " riconosciute  " e anche quelle per così dire " non riconosciute " sebbene denotino che , anche se in netto ritardo......, qualcosa si sta muovendo hanno un impatto un po' "..... molle "....; oltre a chiedere al l'onorevole Lorenzin del perché è stata imbastita una sospensione senza una soluzione equivalente è giusto che Le chiedano, anche, chi paga questi danni prodotti e chi, e parliamo di persona/ne fisiche abbia indotto colui o coloro a beffarsi di decreti ministeriali quindi della legge con l'emanazione di una mera circolare che ha portato solo scompiglio e un danno erariale al Ministero della Sanità con tutti i ricorsi che sicuramente si metteranno in atto.Certo, ognuno di noi ha le sue prospettive e sicuramente anche il/ i legislatore/ri della fantomatica Circolare avranno avuto la loro di prospettiva....sicuranente distante dalla nostra ma siamo curiosi di sapere le loro ragioni personali non facendosi scudo del Ministero.Un decreto può essere abrogato solamente con l'emanazione di un altro decreto che fino ad oggi non vi è stato  e pertanto il nostro faro di riferimento rimane  il DM 22 Febbraio 1984 dove burocrati autorizzati hanno giocato su quello che potrebbe essere stato un refuso di stampa; mi spiego meglio : se al punto 7 del Decreto Ministeriale noi tutti avessimo letto : ....omissis....le protesi fisse in wipla o mobili in resina....omissis.....omissis.....le protesi fisse, in wipla o mobili in resina....può darsi che, forse, si sarebbero guardati bene dal prenderci in giro.A suffragare il tutti potrebbe anche esserci d'aiuto il Regolamento che disciplinava il trasferimento alle regioni a decorrere dal  1mo gennaio 2013 forse mai perfezionatosi ma che comunque alla tabella "A " paragrafo 2 comma "a" Cure dentarie quindi per incanto scompare il termine wipla recitando testualmente : ......omissis.....nonché le protesi fisse in lega e porcellana .....omissis.....Cari Sindacati ,tutti, almeno in questo momento non abbiamo bisogno di  " SMOKE SELLER " ma di veri professionisti che sappiano dare una svolta epocale facendo capire ai vari burocrati che anche il marittimo ha una dignità e sebbene  gli interessi tra le parti siano totalmente discordanti, sebbene ognuno debba fare la sua parte noi non tolleriamo più ogni sorta di SOPRUSO che anzi, se fosse acclarato ne invochiamo la punibilità in tutte le Sedi Civili e Penali

Capitano C. I.

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09-10-2017

Le assunzioni di Grimaldi

Ho letto sul vostro sito, che per noi marittimi è un faro dell'informazione ,il cambiamento di rotta da parte dell’ex presidente di Confitarma, Manuele Grimaldi,  sulle future 500 assunzioni di marittimi Italiani nel suo gruppo. Per noi marittimi del sud questo programma non può che farci sperare in un futuro dignitoso . Ma questo cambiamento di rotta da cose deriva ?  Dal momento che queste assunzioni ci saranno tra un anno è quindi lecita la domanda di cosa succederà fino ad allora...

Sembrerebbe quindi che la battaglia che sta conducendo da solo l’armatore Vincenzo Onorato sia una battaglia sacrosanta e grazie ad essa si stia cominciando a dare valore e dignità a un categoria di lavoratori che ha fatto la storia nel mondo, e non ha da imparare niente da nessuno di qualsiasi categoria e grado. Questa dignità si sfoggia  in occupazione  dei marittimi Italiani a tempo indeterminato. L'Italia e l' Europa, con leggi ben precise e grazie ad agevolazioni fiscali tra le altre cose, vanno incontro ad armatori ,purché sempre si imbarchino lavoratori italiani o della comunità Europea. 

Primavera Giuseppe

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03-10-2017 

Considerazioni

Buongiorno

Premetto che non voglio fare polemica, non mi appartiene, ma voglio esprimere il mio punto di vista su alcuni articoli che mi hanno colpito :

- ELIANA MARINO - Se è vero che la nave Tirrenia è arrivata in porto con i mezzi derizzati il fatto è grave dal punto di vista della sicurezza della navigazione. Due sono l'ipotesi o la nave è partita con i mezzi non rizzati o sono stati derizzati prima dell'arrivo. Il Com.te e La Compagnia rischiano pesantemente, sanno bene che i mezzi devono essere derizzati dopo l'attracco e con nave in sicurezza. Non vorrei che l'accordo Moby sull'autoproduzione con i terminal Genova/Savona abbia influito sulla scelta di derizzare i mezzi prima dell'attracco.

Inviterei i marittimi per adesso per sicurezza a rispettare i ruoli con i lavoratori portuali fino a quando non sia chiaro chi deve fare questo lavoro e se ci sarà nuova occupazione. Fate rispettare la MLC e la 271/99 specialmodo per i carichi di lavoro.

- CONVEGNO DI PROCIDA SOS OCCUPAZIONE ITALIANI

Scusate se sono diffidente ma non credo che l'armamento abbia mai avuto come obiettivo l'imbarco dei marittimi italiani. Adesso se alcuni armatori ci hanno ripensato credo che sia troppo tardi. Se ne dovevano accorgere già dagli emandamenti '95 alla STCW nulla è stato fatto e i marittimi italiani hanno rischiato l'inadeguamento. Hanno avuto sgravi fiscali con la legge 30/98 e la tonnage tax e cmq non hanno imbarcato gli allievi (pur pagando le more previste) che futuro poteva avere la marineria italiana priva di uff.li adeguati? Poi l'ispezione EMSA che ha definito i programmi dei nautici sub standard nessuna voce si è elevata a precisare che dai nautici uscivano gli allievi ufficiali che continuavano la formazione a bordo (e non gli uff.li come negli altri paesi europei), infine manila 2010 e conseguente legge 71/2015. Adesso su navi di bandiera possono imbarcare qualsiasi marittimo che abbia conseguito la certificazione in uno dei paesi contraenti la convenzione. Qualcuno ha ipotizzato max 10 anni penso che sia ottimista.

Complimenti per il Vs prodigare e informare.

Saluti EX CLC Gennaro IOVINO

 

24-08-2017

Incontro UIL - NAPOLI 5 Settembre - Avv. Gennaro staiano

Salve, sono l' avv. Gennaro Staiano ed insieme ad alcuni dipendenti ex " Tirrenia" abbiamo creato  autonomamente un gruppo di tutela per i diritti dei lavoratori marittimi lavorando in sinergia con il dott. Paolo Fantappie' ( Segretario generale Uiltrasporti). Quest' ultimo si e' reso disponibile ad ascoltare le difficoltà dei marittimi attivandosi nella risoluzione di varie problematiche espresse soprattutto in fase di rinnovo del contratto integrativo riguardante i marittimi ex " Tirrenia". Ad oggi, la Uil, in persona del dott. Fantappie', sta continuando a sostenere diverse iniziative che il nostro gruppo continua a portare avanti ( miglioramento condizioni a bordo, incremento economico per corse bis/tris, applicazione e rispetto tabella viveri, ecc), per cui si e' ritenuto opportuno fissare un incontro per il 5 settembre su Napoli, sede Uiltrasporti, ore 11, per tirare le somme di quanto si sta facendo e valutare il percorso da seguire congiuntamente alla figura del dott. Paolo Fantappie' il quale, al momento, appare il principale protagonista per affermare determinate posizioni in sede contrattuale. Come ben sappiamo, solo i Sindacati confederali, hanno il potere di incidere veramente nella vita dei marittimi, mentre il resto dei sindacati autonomi, purtroppo, non ha alcun potere di reale cambiamento. Pertanto vi chiedo di pubblicare questo messaggio sull' home del Vs. sito invitanto simpatizzanti e non a partecipare alla riunione del 5 settembre a Napoli presso Uiltrasporti perche' bisogna avere fiducia nelle persone per iniziare a cambiare qualcosa e chi scrive, sa bene che c' e' tanto bisogno di iniziative concrete per il miglioramento della vita dei marittimi, essendo figlio di un dipendente/ marittimo di ex Tirrenia. In attesa di riscontro, porgo cordiali saluti, Avv. Gennaro Staiano.

 

19-07-2017

Gentile Direttore, spero abbia trascorso bene questi mesi. Ritorno ora dal mio ultimo viaggio e credo proprio che forse sarà anche l’ultimo. L’età si sente davvero troppo, ma voglio ringraziarla per averci sempre tenuti aggiornati e informati. Le confido però il mio profondo sconforto nel  leggere sempre le stesse cose. Inorridisco infatti di fronte agli annunci quotidiani di chi, per le più svariate ragioni, che vanno dalla mania di protagonismo, passando per la megalomania, fino al gratuito desiderio di insultare il prossimo, pubblica puntualmente annunci e manifesti vari,  in un rimbalzarsi di reciproche accuse, quasi volesse dimostrare al lettore di essere lui il salvatore  della patria….quando invece tutti, indistintamente dovrebbero fare un profondo mea culpa, riconoscendo che il vero fallimento della nostra marineria, è colpa indistintamente di ognuno di noi e mi ci metto anche io nel calderone, perché nel mio piccolo anche io ho contribuito a tale declino. Infatti tutti,  e dico tutti siamo colpevoli. Lo sono coloro che accettano i ricatti armatoriali, vere e proprie forme di schiavitù moderne, che vanno dagli orari di lavoro e le turnistiche, passando per le mansioni da svolgere.

Lo sono coloro che con fantomatiche malattie puntuali ad ogni sbarco, hanno prosciugato le casse dell’ ex ipsema, ora INPS con malattie che puntualmente si protraevano nei secoli dei secoli.

Lo sono coloro i quali nelle società di navigazione e reclutamento, favoriscono i raccomandati, dando loro lavoro a discapito di chi invece è davvero capace, motivato e competente, evidentemente agli armatori fa comodo avere persone accondiscendenti che non sono in grado di alzare la testa.

Lo sono coloro i quali a fronte di rolex, e regalie varie in termini economici su cui non ci è dato sapere, corrompono e si lasciano corrompere, quando invece gli addetti  al ministero dovrebbero  essere garanti di giustizia,  legalità nonché trasparenza.

Lo sono gli stessi dirigenti del ministero, che in barba alle leggi internazionali, alle convenzioni e regolamenti vari,  interpretano in modo personale tali regolamenti, pubblicando circolari e decreti che nulla hanno a che vedere con lo sviluppo e la regolamentazione del settore mare e dei suoi lavoratori, se non quello di favorire i centri di addestramento nazionali, che mai come in questi ultimi anni, hanno conosciuto un periodo così favorevole alle loro attività.

Lo sono coloro i quali nelle capitanerie di porto favoriscono i soliti amici degli amici e affossano nella burocrazia colui che si presenta in vesta di privato cittadino, privo di sponsor  e o di  associazione di turno che lo rappresenti.

Lo sono coloro i quali contenti di aver ottenuto un contentino da parte del ministero , non lottano più affinché tante vergogne tutte italiane, non cessino sul nascere, ma pensano solo al cosiddetto proprio orticello. Quando infatti si parlava del corso direttivo esteso a tutti, sembrava che si volesse spaccare il mondo, poi hanno dato l’esenzione fino al 2002 ed ecco che gli animi della stragrande maggioranza dei marittimi e di sindacalisti o pseudo tali si è placata, infischiandosene altamente di coloro che invece sono ancora in ballo in questo squallido ladrocinio tutto made in italy.

Lo sono gli armatori, che sfruttano il personale imbarcato con orari e turnistiche disumane.Sarebbe bello  che il nostro ministero si rendesse conto delle realtà nord europee, dove su navi ad esempio traghetto che compiono un servizio h24, esistono i doppi equipaggi a bordo, per legge  e l’alternanza lavoro periodo di riposo è di 1:1  se non addirittura 1:2. Perché non se ne parla mai di questo? Perché? Ma dov’è l’ILO perché gli ispettori dell’ILO non fermano questa schiavitù italiana?

E allora diciamole le cose come stanno realmente e smettiamola di pavoneggiarci di fronte a piccoli riconoscimenti e/o traguardi che sporadicamente vengono raggiunti.

Io so una cosa per certo, che peggio di così non si può andare?

Ma non le sembra strano il numero esponenziale di sindacati e associazioni che dovrebbero tutelare i marittimi? A me sinceramente si.

Non le sembra stano che anziché riconoscere il lavoro usurante per il settore coperta l’età pensionabile si alzerà a 70 anni?

Non le sembra strano che ad oggi con le tecnologie che abbiamo non si dia ancora la possibilità del diritto di voto ai marittimi?

Ormai è palese che la nostra categoria è destinata a soccombere, grazie alla volontà di chi finge di lottare per noi, ma che in realtà pensa solo a se stesso.

Ma dopotutto la mia lettera rimarrà solo una lettera, uno sfogo, ma spero che arrivi nel cuore e nelle menti di tanti giovani che hanno deciso di intraprendere il mare, meditate bene, cari ragazzi, perché tra sciacalli, finti protettori, che illudono di proteggervi dall’uno o dall’altro tiranno di turno, altro non sono che ingranaggi e meccanismi di un sistema ben collaudato che non farà altro che usarvi e sfruttarvi.

Adios ciurma.

Un caro saluto da un comandante all’antica che ormai ha fatto il suo tempo.

CSLC M.Sammarco

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02-07-2017

Turno generale iscritto al collocamento di Civitavecchia in difficoltà

Buon giorno avrei bisogno di sapere, alcune cose? Sono un TG piccolo di camera iscritto nel collocamento turno generale di Civitavecchia.'. Esattamente dal mese di Gennaio 2017  non chiamano piu' da questo TG di Civitavecchia!!  Salgono soltanto fiduciari a loro primo imbarco!!!! passando attraverso il mio collocamento dove io sono in lista di attesa!!! Come possono essere "loro fiduciari" Se magari non hanno l'ABC di queste Navi?  Perche' il sistema premia le scorciatoie e non chi merita?  Tutti quelli come me che sono in lista numerica hanno bisogno di lavorare non e' corretto che accade cio' !!!  Questi "fiduciari" non ci devono scavalcare!!!! Come potra' mai migliorare questo paese???? Aiutatemi a capire??? Legge 656/92 l'ho imparata a memoria!!! Fiduciario colui che va coprire mansioni di bordo x fabbisogno della Nave...un professionista!!! non un apprendista!!! Aiutatemi ho bisogno di imbarcare!! 

lettera firmata

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29-06-2017

Amianto marittimi...un calvario senza fine

Salve ,continua il calvario di noi marittimi torresi,alla data odierna ,che io sappia nessuno ha ricevuto comunicazione sia positiva che negativa ,come fu dichiarato nell'ultimo incontro tenutosi presso la sede dell'inail di napoli,in merito alle pratiche per il riconoscimento benegfici amianto la cui data era per il 30 giugno 2017

Io mi chiedo ,a nome mio e degli altri ,ma possibile mai che non si riesce a trovare una strada da imboccare  per porre fine a questa Via Crucis. qui è necessaria un'azione eclatante ,tale da far scoppiare un caso nazionale,coivolgendo istituzioni e quantaltro .vorrei che questa mia , la leggessero in tanti, e organizzarci in merito.

E' asssurdo che l'unica sede inail d'italia ,che è Napoli ,che sta facendo ostruzionismo  nel riconoscerci questo MALEDETTO amianto,che tutti e dico tutti

Lo abbiamo toccato con le mani,lo abbiamo inalato,che ne sa di tutto questo la dott..ssa..................e la dott.ssa..................

Ora ho letto che è stato chiesto dall'USB un altro incontro per chissà quando.

                                                                      cordialita'   Domenico Loffredo

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27-06-2017

Carissimo amico Bartolo, autorevolissimo WEBMASTER di Torre d'Amare, questa mattina nell'apprendere i dati relativi alla presenza in internet dell' informatore Torre d'Amare, quale tuo amico, quale marittimo, quale tuo concittadino, ho avuto sussulti di indescrivibile gioia accompagnati da uno stato di felice emozione !

Non ho parole per esprimere il grado di orgoglio ed il profondo senso di apprezzamento sentito nei tuoi confronti !

Possiamo dire che,  con la tua non comune intelligenza ,ma primariamente con la tua fortissima passione e la tua incessante invidiabile volontà, investendo interi anni della tua vita, in maniera onesta e disinteressata, hai saputo regalare al mondo dello "shipping operaio" , ovvero quello dei Lavoratori del Mare, uno strumento di informazione che oggi non teme confronti !

La popolazione marittima di Torre del Greco e la marineria nazionale tutta, dai messaggi che ho letto tra le pagine del tuo autorevole sito Torre d'Amare, con sincere,  gratificanti e copiose congratulazioni, ti ha riconosciuto il grande merito di aver creato l'informazione di settore a livello globale !

I marittimi da tutte le aree del mondo possono in tempo reale stando in porto ed in certi casi anche in navigazione godere della presenza assidua e non inquinata dell'informazione divulgata a mezzo Torre d'Amare .

Caro Bartolo, fiero ed orgoglioso di poter dire di essere tuo amico, fortemente a te grato per le cose che giornalmente offri in termini di precisa ed assidua cronaca con il tuo potente mezzo di informazione, con l'affetto e la sincera profonda stima che sono alla base della nostra sincera e sana amicizia, ti auguro una sempre maggiore crescita ed una continua sempre più appagante affermazione !

AD MAIORA !  Un caro familiare saluto,

Raffaele Minotauro

Com.te Sup. CSLC Raffaele Minotauro

Comandante di Grandi Navi Transoceaniche di Linea

Pilota onorario del Canale di Panama

Marittimista Forense Albi Civile e Penale

Panama Maritime Authority's Flag State Inspector

Compensatore e Verificatore di Bussole Magnetiche

Già dello S. M. in R. O. della Flotta di Stato - Ruolo " Italian Line " -

Già del Consiglio Superiore della Marina Mercantile

Già del Comitato Centrale per la Sicurezza della Navigazione

Via Fiuggi n.5 int.4

04100 Latina (Lt)

Telefono : + 39 0773 62 55 93

Cellulare : + 39 349 36 58 503

E-mail 1 : [email protected]

E-mail 2 : [email protected]

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18-06-2017

Italia marittima, quale futuro......

E' previsto per domani presso l'hotel Poseidon a Torre del Greco, organizzato dalla ormai famosa associazione "marittimi per il futuro, associazione non profit di Torre del Greco, un convegno sul futuro dell'Italia Marittima e del suo futuro.

Per chi non seguito le ultime notizie o vicende in merito alle diatribe tra gli armatori Onorato e Grimaldi, il convegno potrebbe rappresentare una specie di incontro tra tutte le istituzioni per cercare di capire in fondo quale è il malessere occupazionale che sta affliggendo i nostri marittimi.

Purtroppo e dispiace dirlo  ma del convegno che si terrà domani, prevedo che dei marittimi si parlerà ben poco, ma si incominceranno a dire le cose che ormai stiamo ascoltano da tempo, e forse le  vere soluzioni per l'occupazione marittima non le sapremo mai.

Già l'assenza, nonostante gli inviti, delle tre organizzazioni sindacali confederali la dice tutta, come l'assenza di qualche rappresentante della confitarma. 
Ci saranno tutti gli artefici delle denunce fatte negli ultime tempi, di chi sta affossando, secondo il loro parere,  il lavoro marittimo....un convegno che verranno dette cose che forse ormai già sappiamo , ma interessi e lobby non permettono di cambiare.......quindi un convegno che forse alla fine per il marittimo cambierà poco o niente.  Disoccupato sei, disoccupato rimani.   

Langella Donato

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11-06-2017

SINDACATI.....DIFENDETEVI

11-06-2017 

Nell'ultima lettera aperta dell'armatore Vincenzo Onorato, pubblicata su tutti i giornali e social, sono state fatte considerazioni ed accuse.

Cari sindacati avete l'obbligo di rispondere

E' un obbligo che avete verso gli iscritti e chi crede ancora in voi.

"Sono mesi che combatto una battaglia per l'occupazione degli italiani. Pochi sanno che, per una vecchia legge del 1998, gli armatori italiani hanno la quasi totale esenzione dal pagare le tasse. Tanta generosità da parte dello Stato era e sarebbe dovuta all'impegno di imbarcare marittimi italiani. Con gli anni, anche con specifici accordi sindacali, gli armatori hanno disatteso quest'impegno imbarcando al posto degli italiani, lavoratori extracomunitari a stipendi da fame. Il risultato è disoccupazione per la nostra gente con la beffa che gli armatori continuano a non pagare le tasse". Lo scrive l'armatore Vincenzo Onorato che critica anche l'invito di Cgil, Cisl e Uil a "abbassare i toni e sotterrare l'ascia di guerra" sul tema. Ma dai sindacati, secondo Onorato, "non un cenno, neppure velato, alla prossima legge europea oggi alla Commissione della Camera: l'Italia estenderà le agevolazioni fiscali del Registro internazionale italiano anche alle compagnie che iscrivono le navi in altre bandiere dell'Unione Europea. Cosa vuol dire? Gli armatori italiani cambieranno bandiera, passando dall'italiana ad un'altra europea, conservando l'esenzione fiscale italiana e gli sgravi fiscali e contributivi per i marittimi. Liberi dalla bandiera italiana, potranno sbarcare quei pochi marittimi italiani che hanno ancora imbarcati e godere dell'immunità fiscale del nostro paese. Il danno e la beffa! E il Sindacato che fa? Mi chiede di abbassare i toni". Secondo Onorato, "i lavoratori sono stati abbandonati nelle mani dei padroni del mare. Ciò che delegittima il Sindacato, quel sindacato, ovvero la Triplice che auspica 'toni bassi' sulla vicenda".

Non rispondere, significa essere colpevoli, come non spiegare cosa significa quegli accordi dove il marittimo italiano viene penalizzato,  mentre viene favorito il marittimo extracomunitario.

Vogliamo la verità.......... 

           M. L.

 

01-06-2017 

Il caos genera sempre mostri.

Da diverso tempo stiamo assistendo alla “guerra “ che si combatte,  tra due degli Armatori più influenti del nostro paese, ed essendo  marittimi viviamo sulla nostra pelle questa “guerra marinaresca”, con angoscia per il futuro e per la costatazione più triste che politici e sindacati che dovrebbero  intervenire per mettere fine a questa  guerra, sono letteralmente “SPARITI” dalla circolazione, forse perché non c’è nessuno che conosce e comprende il settore marittimo.

Le poche personalità politiche che sembrava capissero qualcosa ora sono indagate o per altri interessi (personali?) guardano altri settori lavorativi dove si potrà attingere per le prossime elezioni, visto che noi proprio per il lavoro che svolgiamo non siamo un serbatoio elettivo interessante, , mentre noi siamo quelli che realmente solchiamo i mari, in tutte le condizioni atmosferiche...Se hai la fortuna d'imbarcare!

C'è la totale indifferenza in questo CAOS predeterminato, dei sindacati e dei partiti politici che, a parte Salvini che da buon “surfista”  è sempre pronto a cavalcare l’ultima onda “popolare” ed il M5S che è stato l’unico partito che nelle nostre poche manifestazioni (purtroppo) ci siamo sempre trovati al nostro fianco. Questo è ancor più grave dal momento che è stata approvata la LEGGE esecutiva che indica chiaramente il da farsi, allora mi viene da pensare che la marineria Italiana è agli sgoccioli, i 2 unici Armatori che si confrontano – Onorato  l’unico che difende i marittimi Italiani e la legge Cociancich– o l’altra –Grimaldi che l’osteggia e maledice la nuova legge.

Forse tra un po’ ( in vista delle elezioni) alcuni si metteranno in vetrina e faranno delle conferenze stampa chi per rivendicare la vittoria di uno, chi per rammaricarsi di non essere riuscito ad ottenere  il meglio per i marittimi Italiani, ma lo faranno sempre dai loro BELLI UFFICI mentre noi saremo come sempre in balia del mare che non perdona la nostra negligenza o disattenzione o cattiva sorte causando a volte molte vittime, ma tanto succede a noi miseri marittimi, che paghiamo con la vita gli errori, mentre chi ci comanda  e decide le nostre sorti è sulla terraferma  ed al massimo della cattiva sorte è costretto a scendere dal terzo piano dell’ufficio a piedi perché l’ascensore è fuori servizio.

Signori sindacalisti, mi rivolgo a voi della triplice, ma quando deciderete di tornare a lavorare e ad occuparvi anche per la nostra categoria e cercare di scrollare un po’ di poltrone al Parlamento per far sentire la nostra voce, smettete i panni di spettatori, non è un film che racconta la vita dei Marittimi Italiani, questa E’ LA  VERA VITA DEI MARITTIMI ITALIANI e non vogliamo che diventi un film alla memoria.

Marittimi,  Giuseppe Primavera – Emilio Gambardella.

29-04-2017

FAR FINTA DI NIENTE PUO' ESSERE PERICOLOSO....

Cari sindacati confederali, io sono stato un vostro iscritto da 40 anni, anzi a dire il vero qualche volta quando mi avete fatto incazzare mi sono cancellato, ma poi mi accorgevo che in ogni caso ero sempre un vostro iscritto in quanto pagavo la quota di servizio. Ma non sto qui a raccontare la mia storia, ma solo una riflessione che penso dovete fare tutti, da destra e sinistra.

Giorno 3 maggio, da quello che sento sui social, o su varie interviste rilasciate sia su questo sito o altri, ci sarà una grossa manifestazione per l'occupazione dei marittimi. Manifestazione che come dicono gli organizzatori potrebbe essere ricordata come il nuovo 59, quelli della rivolta dei marittimi. A questa manifestazione partecipano tre sigle sindacali autonome, qualche associazione, ma chi fa la parte del leone è questa associazione di Torre del Greco con circa tremila iscritti.

Inutile dire che quello che fa piu' rumore è il vostro silenzio, il vostro ignorare al problema, nonostante gli inviti ricevuti piu' volte e questo dispiace dirlo vi rende colpevoli perchè in ogni caso quando si è chiamati bisogna dare delle spiegazioni.

Io non so' se l'associazione dei marittimi per il futuro ha ragione, non sono neanche sicuro che protestare sotto Confitarma sia giusto, come non so se effettivamente ci sono tanti marittimi disoccupati, ma con il vostro silenzio capisco che tutto quello che dicono loro sia vero e quindi se la manifestazione a Roma avrà successo, mi dispiace dirlo per voi sarà la piu' grande sconfitta

Vitiello Salvatore, pensionato marittimo

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10-04-2017

Il gold plating applicato al settore marittimo

In Italia quando si recepiscono le direttive europee, in materia di rilascio o di rinnovo dei certificati dei marittimi, non si fa altro che introdurre dei livelli superiori a quelli minimi richiesti dalla stessa direttiva, ed è per questo che diventa tutto più complicato ottenere un certificato. Questo fenomeno viene chiamato gold plating che non è altro: quella tecnica … che va al di là di quanto richiesto dalla normativa europea pur mantenendosi entro la legalità. Secondo quanto segnalato da alcuni operatori del settore, nell’applicazione dei vari decreti legislativi e dei relativi decreti ministeriali di attuazione, si sono riscontrati una serie di inconvenienti, legati ad appesantimenti procedurali e rigidità propri della legislazione italiana, il che ha indotto numerosi lavoratori italiani del settore a conseguire i titoli marittimi in altri Stati dell’Unione europea e, in particolare, nel Regno Unito. La cosa che mi ha veramente infastidito e che dopo che ci viene reso tutto più complicato con il gold plating, ci dobbiamo sentir dire anche che: per coloro che abbiano conseguito il COC dopo il 02.02.2002, se non frequentano il corso direttivo, effettuano concorrenza sleale nei confronti dei colleghi europei.

Appare invece essenziale che, per la categoria professionale del personale marittimo, caratterizzata da un mercato naturalmente globalizzato, siano garantiti livelli di qualificazione e titoli di abilitazione del tutto equivalenti a quelli degli altri Stati aderenti alla Convenzione STCW e in particolare degli altri Paesi dell’Unione europea.

L’articolo 32, comma 1, lettera c), della legge 24 dicembre 2012, n. 234, stabilisce espressamente che “gli atti di recepimento di direttive dell’Unione europea non possono prevedere l’introduzione o il mantenimento di livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive stesse, ai sensi dell’articolo 14, commi 24-bis, 24-ter e 24-quater, della legge 28 novembre 2005, n. 246” (cosiddetto divieto di goldplating,

Detto questo, si evince chiaramente che i marittimi italiani sono penalizzati dalla legislazione italiana e mi auguro che nel futuro, quando recepiremo una nuova direttiva europea, lo faremo senza aggiungere restrizioni o appesantimenti procedurali, che vanno solo a danneggiare i lavoratori del mare. 

C.L.C Mario Collaro

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18-03-2017

Egregio direttore buongiorno.

Ieri ho voluto essere presente comunque alla manifestazione indetta dalla triplice, ma a parte le solite parole che vengono portate via dal vento, non ho visto nè sentito nulla di concreto.

Sono disgustato perchè ieri avrebbero dovuto essere presenti indistintamente e comuneuq tutti i sindacati e tutte le associazioni, invece come al solito, ognuno pensa ai cavolacci suoi...

Cosa abbiamo ottenuto?  NULLA!
Promesse, parole, e dulcis in fundo il verbale con una promessa di un ulteriore tavolo tecnico.

Mi chiedo e mi domando, ma codesti signori dei sindacati, credono davvero che noi marittimi siamo talmente stupidi da credere ancora alle promesse e ad accordi risolutivi?

Mi attendevo la presenza dei media, e che la manifestazione fosse pubblicizzata dappertutto, ma a parte il vs sito e qualcun altro del settore, nessuno ne ha parlato, silenzio assoluto.

Eppure i sindacati dovrebbero avere una maggiore risonanza.

Era palese ed evidente che sarebbe stata l'ennesima beffa, una manifestazione di venerdi, composta e ordinata, quasi come degli alunni di scuola.

I sindacati se vogliono davero aiutare la categoria, devono far bloccare tutto e non perdere ancora tempo con  questi tavoli tecnici che altro non sono se non promesse per prendere tempo e continuare a ingannarci solo per salvarsi la reputazione.

Credo che solo da soli potremo uscire da questa situazione in cui tutti coloro che si spacciano quali promotori della difesa dei nostri diritti, nulla fanno e nulla faranno.

Un caloroso saluto,

C.s.l.c. Michele Sammarco

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10-03-2017

Noi, i Lavoratori del Mare, per sopravvivere ai drammatici eventi in corso, con energia, dobbiamo dimostrare di esistere !

Compagni lavoratori del mare tutti,   una certa stampa nazionale, alla presenza delle vicende di questi ultimi giorni,  che nostro malgrado, stanno mettendo in evidenza, a loro dire, la  nostra scarsa capacità di orientamento,  per la  visibile  e tangibile frammentazione registrata attualmente nel settore, dobbiamo dimostrare l’incontrario, scegliendo cammini con quelle che possono essere definite serie, consolidate e riconosciute rappresentanze unitarie di categoria.                                                                                                                                                             

-      Questo descritto triste scenario, da parte di una certa stampa, sicuramente non si pone  a nostro vantaggio!                                                                    

-      L’ intera categoria, a chi la osserva dall’esterno, appare debole, scarsamente coesa e ridotta a brandelli !

E poi :                           

-      Com’è possibile che un gran numero di Noi, lavoratori della Nostra categoria, del Nostro settore, non riescano a concepire il concetto di sinergia e di unità ?

-      Sin da sempre, singolarmente parlando, siamo portati a dire che l’unione da forza e poi, in un momento di difficoltà come quello che stiamo attualmente subendo, assumiamo atteggiamenti inspiegabilmente contrari, creando disaggregazione e, come sostiene qualcuno, spingendoci l’un l’altro nelle fauci di “sconosciuti pescecani” !

Carissimi amici, colleghi e compagni, Noi marittimi, se vogliamo sopravvivere, dobbiamo rientrare nella logica del “Tutti per uno, uno per tutti“ !

A mio modesto parere, questa è l’unica formula da applicare, capace di restituire a Noi Lavoratori del Mare l’ambito grado di dignità e la dovuta e meritata presenza nella scala dei ruoli e dell’ importanza sociale !

Oso dire, che quanto riportato da una certa stampa non ci onora ! Ci presenta al mondo esterno come una categoria di ingenui, sprovveduti e vittime inermi nelle mani di manovratori scesi in campo solamente per poter portare a loro stessi ambiti vantaggi !

Noi Lavoratori del Mare, abbiamo l’obbligo morale e civile, primariamente con noi stessi e poi ognuno di Noi per tutti gli altri, di fare un passo indietro e riafferrare in piena democrazia il potere di scegliere democraticamente i nostri rappresentanti all’interno del NOSTRO sindacato!                                                                                      

Quel sindacato unitario, voluto dai marittimi stessi,  che a tutt’oggi, e da sempre ha dato ai marittimi il giusto e più ambito grado di tutela !                                                                 Quel sindacato, che, nel lontano 1959, con il Compagno Renzo CIARDINI, sotto il nome di “Federazione Italiana Lavoratori del Mare”, ebbe la forza di condurre, per l’affermazione dei diritti, una delle più aspre e dure  battaglie della storia del Lavoro Marittimo di ogni tempo !

Cari Lavoratori Marittimi a tutela dei Nostri sacrosanti diritti, come Lavoratori, come uomini, come cittadini, con energia, mandiamo a casa questi “sconosciuti pescecani”,  perche’ Noi, in autonomia, con i Nostri storici sindacati di categoria, sospesi sulle ali della nostra gloriosa storia, se intelligentemente uniti ed in sinergia, possiamo restituire a Noi stessi  la  forza di difenderci !

VIVA L’UNITA’ SINDACALE

Latina, addì 10.03.2017

Con profonda sofferenza e con forte senso di vicinanza,

Compagno               Com.te.Sup.CSLC.Raffaele.Minotauro                                                       64enne ancora navigante

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08-03-2017

Egregio Direttore,

sempre mille grazie al vostro sito e al vostro lavoro, che ci permette di essere aggiornati.

Finalmente ho letto tutta la nuova circolare riguardante il corso direttivo e seppur sollevato per l'esenzione a me data in quanto sono 40 anni che vado per mare, rimane in me un profondo disgusto.

A detta mia e di molti miei amici e stimabili colleghi, più che una circolare, sembra essere il programma scritto e redatto da un centro di addestramento per marittimi, il che dimostra palesemente quello che sta accadendo.

Inoltre ho trovato sulla rete una preziosa informazione al seguente link che le copio in fondo a questa mail, pubblicata da un'altro sito che si occupa di problematiche dei marittimi, sono certo che lei essendo una persona di ampie vedute, darà modo a tutti di illuminarsi.

Nell'articolo viene chiaramente indicato che L'unione Europea, e nemmeno l'Emsa hanno mai e dico MAI richiesto al Ministero dei Trasporti di applicare retroattivamente a chi avesse già ottenuto il COC da primo ufficiale, di eseguire il corso direttivo.

Pertanto, dopo essermi consulato con un mio caro amico, che lavora in procura, egli stesso, mi ha fatto presente che ci sono tutti i presupposti perchè chi desideri veder riconosciuti i propri diritti acquisiti, esponga con una semplice lettera firmata e indirizzata alla Procura della Repubblica del Comune di residenza, di indagare sulla legittimità o meno di tale decreto del 7marzo2017, se esiste legittimità di obbligare anche chi è già qualificato ad eseguire il corso direttivo e,o se sussistono eventuali interessi di parte perchè tale situazione ambigua sia stata estesa a tutti colro già qualificati per favorire eventuali interessi di parte.

La  magistratura è lenta ma farà il suo corso se ci si attiva subito.

Mi sconvolge poi, dover leggere dichiarazioni di guerra fra associazioni che dovrebbero tutelarci, contro gli stessi marittimi, che presi dal panico si lasciano andare a commenti fuori luogo. Come allo stesso modo mi disgusta chi offende il prossimo senza avere elementi e prove oggettive.
Mai come in questo momento bisogna lottare per il bene comune e rimanere uniti.

Uniti, un termine purtroppo poco noto nel settore marittimo, che va a discapito di molti e a favore di pochi.

Le lascio il link

https://dadosav.wordpress.com/2017/03/08/commissione-eu-risponde-che-emsa-detto-che-il-direttivo-dovesse-essere-retroattivo/

Un caro saluto,

C.s.l.c. Michele Sammarco

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07-03-2017

Buona sera Direttore,

Io sono uno dei pochi che traggono beneficio dall'ultima circolare emanata alle ore 17:09 del 07-03-2017. Qualcuno conosce il motivo per cui non è stata più considerata la Circolare Gente di Mare Seri XIII n.28 La data spartiacque non era 14 gennaio 2014?
Il MIT o chi per loro deve spiegare il motivo di quella circolare e il perchè del passo indietro.

Cordiali saluti,
Alfio Siliato

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07-03-2017

Egregio Direttore,

buonasera, leggevo la circolare del corso direttivo, magicamente pubblicata prima su un sito privato, che sul sito ufficiale del MIT o della Guardia costiera e già questo mi puzza di truffa, sembra si faccia tutto di fretta per farci mangiare la foglia e non perdere l'affare in corso.

Credo che mai come ora siamo al ridicolo più totale.

Non oso immaginare gli imbrogli e i sistemi truffaldini con cui i centri di addestramento si adopereranno per far superare le prove ON LINE ai marittimi che privi di midollo osseo e dignità, correranno a fare il corso.

Abbiamo assistito tutti agli imbrogli scoperti dal caso di striscia la notizia, ove senza frequantare ma pagando di più, vengono comunque date le certificazioni,  figuriamoci adesso, in cui le prove si fanno on line, quale sia l'attendibilità di un simile corso e la trasparenza delle prove.

Mai come ora bisogna fermare questa boiata, questa pagliacciata, una vera cozzaglia di scorrettezza e malaffare che vuole solo stroncare la nostra dignità e competenza, mettendoci le mani in tasca, come una vera e propria  tangente che si chiede per lavorare.

Anzi mi consenta di esprimere questa mia opinione e a detta di tutti i miei stimabili colleghi, questa del direttivo è proprio una Tangente, non trovo altra spiegazione.

Ribadisco che le manifestazioni andavano fatte prima, ora è tempo di denunciare per procura gli artefici di tale tangente e bloccare per lo meno i rimorchiatori del traffico portuale.

Poi si che vedrete tutti alla prima nave passeggeri che non può entrare a Venezia o alla mia amata Genova, come su questo caso si porrà finalmente l'attenzione dei media e della politica.

Vi saluto calorosamente,come sempre vostro affezionato lettore

CSLC Michele Sammarco- Genova

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06-03-2017

Egregio Direttore,

Tutti e tutto hanno detto e scritto sulla inutilità dei corsi direttivi Coperta e Macchina.

A mio avviso, questa assurdità fa parte di un progetto occulto che mira a decimare o meglio cancellare del tutto la marinareria Italiana. Sin dai banchi di scuola ci è stato detto che l’Italia è un paese di Santi, Poeti e Naviganti. Il tutto certificato da 2000 e passa anni di Chiesa, di Letteratura mista ad Arte, e di Storia fatta di uomini che hanno scoperto continenti, e senza dimenticare le Repubbliche Marinare, che con la nostra bandiera ci onoriamo di portare in giro per il mondo i 4 stemmi .

Lavorando su navi con equipaggi misti, vedo che lo straniero è molto più avvantaggiato rispetto a noi, perchè non trova nessun ostacolo burocratico a lavorare sulle navi Italiane in virtù del fatto che presenta un’ endorsement rilasciato da un Consolato Italiano estero solo perchè in compliance con la STCW 95 , bypassando così la legislazione dello Stato di Bandiera ( MIT ).

A questo proposito non mi rimane altro che dire :

ITALIA MATRIGNA CON I PROPRI FIGLI E MADRE CON I FIGLI DEGLI ALTRI .

A volte quando si parla di ultimi della società,  come marittimo mi ci vedo benissimo perchè lo siamo sempre stati e sicuramente ultimamente ci stanno dando il colpo di grazia . Incontrandomi con vecchi amici e colleghi che abbiamo condiviso il battesimo di questo mestiere, siamo tutti daccordo che sulle navi abbiamo passato una Buona Gioventù, ma purtroppo adesso ci prepariamo a passare una Mala Vecchiaia. Si perchè passeremo direttamente dalla navi alle Case di Riposo, per volontà dei nostri Governanti che con l’avallo della triplice Alleanza hanno deciso di mandarci in pensione a 67 anni come i Furbetti del Cartellino della P.A.

Questo è quello che resta di noi successori di Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci, Giovanni Caboto .

Saluti,

Capitano di lungo corso Nino Campanella   [email protected]

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05-03-2017

Egregio Direttore 

In quest'ultimo anno abbiamo assistito al peggio del peggio per quanto riguarda il rinnovo dei certificati IMO e corsi direttivi.

Abbiamo ascoltato i sindacatii confederali cosi' come le varie associazioni di categoria e ho avuto l'impressione di una guerra per bande dove la collaborazione/cooperazione e' parola sconosciuta..

Sindacati che si rifiutano di partecipare alla riunuinione al MIT se partecipano le associazione di categoria. Qualche associazione di categoria che spara ad alzo zero contro tutti come s fossero i depositatari di qualsiasi verita e soluzione. Un panorama veramente desolante.

Alla fine della giornata mi sembra che si sia concluso veramente  poco.

Nov voglio ricordare le attese umilianti dietro le porte delle capitaenrie di Porto solo per poter consegnare i documenti entro il 31.12.2016, file lunhissime iniziate nella notte con gente che dormiva sui marciapiedi , situazione vergognosa per un paese che si vorrebbe civile.

Comunque , grazie all'IMO sembra che il rinnovo dei certificati sia  una situazione superata o in via di soluzione. 

Per quanto riguarda i cosi Direttivi ho letto e ascoltato  le lettere di tanti colleghi che come me sono letteralmente disgustati dalla piega che hanno preso le cose. Abbiamo ascolato i sindacati confederali dire tutto e il contrario di tutto ma purtoppo siamo al punto di partenza e  non si vede soluzione anche per l'ottusita' palese dei responsanbili del MIT. Senza voler offendere nessuno credo che i responsanbili del settore andrebbero rimossi immediatamente per manifesta incompetenza se fossimo un paese civile. Chi sbaglia paga. Mi viene diffcile  credere alle parole della Dott.Moltoni quando durante l'ultima riunione al MIT dice " Da allora e' tutto cambiato". Cambiato cosa cara Dottoressa Moltoni , non e' cambiato proprio niente . Fino all'entrata in vigore della riforma Gelmini i programmi degli istituti Nautici erano perfattamente in regola. Mi viene il dubbio che il MIT o il MIUR non abbiano neanche presentato all'EMSA i programmi e l'audit sia stato abbia fotografto la situazione al momento senza verificare cosa sia stato fatto in passato. non credo ci siano altre spiegazioni. 

Se non sbaglio i rilievi dell'EMSA risalgono al 2007 , pertanto mi chiedo perche' le Captanerie hanno rilasciato e continuano a rilasciare i certificati IMO con qualifica " Direttivo" . Qui c'e malafede o incompetenza, Io ho provveduto a inoltrare una richiesta alla procura per verificare se si puo configurareilreato di " Falso in atto pubblico". Dovesse la procura accettare le mie argomentazioni provvedero a denunciare all avrie procure Italiane il MIT e se possibile i suoi funzionari

Mi viene ildubbio  che le spiegazioni ci siano e risiedono nel proliferare dei centri di formazione che nell'ultimo anno vista la corsa "all'oro" sono proliferati come funghi e ovviamente autorizzati dal ministero.

Qualcuno si e' posto la domanda  sulla difficolta' di frequentare questi corsi specialmente per chi vive in zone dove non ci sono centri di addestramento adequati oppoure il significativo esborso per i suddetti corsi +albergo+pasti  +viaggi etc. Credo che non gliene freghi niente a nessuno.

Avrei alcune domande   e sarei grato a ciunque potesse chiarire. 

1) Perche' i vari corsi che siamo costretti a frequentare hanno un costo sensibilmente diversi da posto a posto. Credo che il MIT o chi per loro dovrebbe stabilire una tariffa valida per tutti poiche' i corsi dovrebbero essere fatti secondo le direttive dei vari decreti , quindi c'e poco spazio per divagazioni. 

2) Nei mesi scorsi abbiamo letto di tutte queste problematiche esclusivamente sul suo giornale e talvolta su qualche altro giornale di categoria , niente e' arrivato alla stampa o alle televisioni Nazionali. Se ben ricordo spesso ho visto la stampa nazionale dare notizie di vertenze molto meno rilevanti delle nostre. Mi viene il dubbio che i nostri sindacati che hanno dimostrato tutta la loro inadeguatezza per non dire connivenza non abbiano nessun interesse che la vicenda venga resa nota, magari non parlandone  non vengono fuori interessi inconfessabii , tipo le combutte Sindacati/armatori , quindi meglio tacere e farci la guerra tra di noi. 

3) Qualcuno,  tipo sindacati/associazioni di categoria ha mai considerato di impugnare il decreto davanti al TAR del Lazio  per verificarne la legittimita' ( non credo sia necessario ricordare la sentenza del suddettoTAR per il rinnovo dei certificati IMO a scadenza Naturale con la quale il MIT e' stato bacchettao e umiliato dallemotivazioni della sentena stessa.

Se il problema dovessero essere i costi  credo che si potrebbe istituire un C/C e sono convinto che la stragrande maggioranza sarebbe ben contenta di contribuire a sostenere le spese.

Pe una questione di principio il decreto va portato davanti al Tar /Consiglio di Stato e se ne necessario davanti alla corte  Europea. 

4) Un ultima domanda . Perche le rappresentanze diplomatiche rilasciano gli endorsement  al personale straniero con funzioni direttive sebbene i loro paesi di origine non prevedono ne il corso direttivo ne Il corso leadership(vedi Filippine). 

Cordialmente 

CSLC Clari Riccardo RICCARDO CLARI

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05-03-2017

Cari compagni lavoratori marittimi tutti, sento forte, in questo particolare momento di grande difficoltà, il bisogno di partecipare attivamente alla lotta e di formulare qualche mia modesta idea !  

L'idea di un marittimo come Voi, che a 64 anni compiuti, continua, con professionale ed umano orgoglio, ancora a navigare per le difficoltà generate dai provvedimenti emanati, nel 2012, dal Ministro Fornero!  

Carissimi compagni e colleghi lavoratori del mare !

I lavoratori si devono esprimere solamente a mezzo delle loro rappresentanze sindacali, senza mai dare spazio ad orde di lestofanti e approfittatori che, nei momenti di bisogno e di  necessità, si affacciano alla finestra dell'affare cercando di disaggregare i lavoratori e fingere di voler trovare cammini alternativi per estorcere, a quelli meno attenti, poco smaliziati, ingenui e sprovveduti, quote di iscrizione o di partecipazione per alimentare depistanti azioni che mai potrebbero dare risposte più soddisfacenti e probabili di quelle che il sindacato, con l'unione di tutte le sue forze e risorse, potrebbe ambire di ottenere !  

L'esperienza del sindacato unitario non deve in nessun modo essere dimenticata o messa da parte !  L'esperienza dovrà essere lo strumento per chiamare le istituzioni ai dovuti ed appropriati tavoli per la gestione di trattative serie, oneste e ponderate per poter ottenere il massimo e più alto ed atteso livello di risposta a soluzione delle affliggenti problematiche di questo particolare momento storico!

Con sofferenza !  

Latina, addì 05.03.2017  

Compagno

Com.te Sup. Raffaele Minotauro   Com.te Sup. CSLC Raffaele Minotauro [[email protected]]

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05-03-2017

Egregio Direttore, come sempre apprezzo la sua disponibilità nel dar voce a noi marittimi, che siamo dei veri e propri invisibili, senza dirtti, ma con tanti, tantissimi doveri.

Basti vedere l'ultimo dovere  che ci ha imposto in modo anticostituzionale il Ministero, riguardo al corso direttivo, con l'appoggio di una nota associazione, da poco diventata sindacato.

Si leggono proposte oscene, tipo far formare i giovani diplomati nelle accademie della marina mercantile che non sono altro che dei centri di formazione a pagamento, e la sfacciataggine con cui vengono proposte simili oscenità ha del vergognoso.
Ognuno tira l'acqua al suo mulino senza il minimo ritegno.  

A mio parere, tale corso direttivo non lo deve fare nessuno, se non quelli che hanno avuto uno stravolgimento del programma durante il nautico, e che non si sono diplomati Aspiranti, quindi post riforma Gelmini.

E' un controsenso enorme esentare solo cooro che si sono diplomati prima del 95, non c'entra un bel nulla. 

Poi volevo congratularmi con la lettera pubblicata dal collega Mazzone Andrea, riguardo questa nuova manifestazione che a mio parere e anche per molti miei amici e colleghi, altro non è, che una mera presa per il bavero, più che altro per salvarsi la faccia dal non aver impedito sul nascere questa assurdità del corso direttivo e di tanti altri abusi che abbiamo subito da parte del ministero dei trasporti, nell'indifferenza totale del governo, di armatori e sindacati compiacenti per la gioia e la felicità dei centri di addestramento...

Anche il corso leadership, non era previsto da manila 2010, ma ce lo hanno imposto, con enorme ritardo e nessuno ha battuto ciglio. Ora per il direttivo, dicono, l'ennesima pagliacciata di una manifestazione,  di venerdi che è un giorno in cui la Moltoni e altri dirigenti sicuramente non ci sono in quanto saranno impegnati con i preparativi per i loro week end a spese nostre. Quindi ancora una volta, un presidio di piazza inutile, senza interlocutori e soprattutto senza conseguenze per il settore dei trasporti.

Ma dico io, e lei converrà con me,  visto che il ministero asserisce che non siamo in regola, benissimo, allora si fermi tutto e facciamo, come si usa dire dalle vostre parti, cocere o purp rint o proprio bror (mi scuso ma sono Ligure e non conosco bene il vostro simpatico ma efficace dialetto), ma sono certo che avete inteso.

Si fermino le navi da domani mattina, i rimorchiatori portuali e il servizio di pilotaggio, tanto non siamo in regola, siamo abusivi, quindi, che si fermi tutto. Vedrete come verranno a piangere e scenderanno a compromessi, senza nessun bisogno di sindacati a mio avviso opportunisti e doppio giochisti.

Se fossero stati veramente sindacati, non eravamo arrivati a tale declinio.

Disrtini saluti.
CSLC Michele Sammarco miky mouse [[email protected]]

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04-03-2017

Egregio Direttore, 

avete mai visto i sindacati scioperare per i marittimi ?? fare qualche azione incisiva ? fermare tutto?

io no e non credo lo vedremo neanche adesso, ennesima presa in giro della triplice. Ma secondo voi in un momento dove il tempo scorre inesorabile e bisogna far sentire la propria voce e creare quel disagio che faccia comprendere l'importanza del settore e quali problemi porterebbe una sua paralisi, i sindacati fanno una manifestazione il venerdi? davanti ad un Ministero vuoto? e piazze deserte? con la gente che ormai prepara il weekend??

Lasciamo proprio perdere ... ed è pure venerdì 17 sarà un caso...

Andrea Mazzone [[email protected]]

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27-02-2017

Egregio Direttore,
mi permetta di dire la mia opinione sui corsi direttivi. La seguo da anni e ho molta stima del suo operato.
Sono un Comandante dinavi containers, ormai prossimo alla pensione e potrei fregarmene di dire la mia, ma invece sento il dovere morale di aprire gli occhi alle nuove leve.
Tutti dobbiamo ricordare cosa è accaduto quando Striscia la Notizia è andata in quel famoso centro di Torre del Greco.
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/corsi-per-poter-lavorare-sulle-navi_26962.shtml

E' assurdo che il Ministero voglia farci fare i corsi direttivi in centri come questo di Torre del Greco, smascherato da Striscia la Notizia, dove se si paga, ti rilasciano qualunque certificato o corso anche non presentandoti.

Se si vuole fermare questa porcata del corso direttivo, il Ministero e in particolar modo i suoi dirigenti, vanno denunciati alla procura della repubblica, per concorso in truffa, ho parlato con il mio avvocato e si può fare.

Infatti il Ministero imponendo a tutti di fare i corso direttivo, è complice con questi centri da lui autorizzati.

Figuriamoci se questi centri farlocchi possono dare la preparazione direttiva. Questa è la prova che hanno creato tutta questa messa in scena, per mettere le mani in tasca a noi professionisti del mare.

Non bisogna avere paura di denunciare, solo denunciando si ottengono riconosciuti i propri diritti.

Le auguro una buona serata e buon lavoro.

CSLC Michele Sammarco

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25-02-2017

CORSI DIRETTIVI

Gent.mi Signori

La più grande umiliazione per noi “Gente di Mare” è quella di non poter far sentire la nostra voce, quella di passare semplicemente per “MARITTIMI” perché alla soglia del 2020 ancora non abbiamo la possibilità di VOTARE.

Voglio esternare tutta la mia rabbia e penso anche a quella di tanti lavoratori che vanno per MARE che non possono schierare in quanto tutt'oggi non avendo la possibilità di votare quando siamo imbarcati contiamo pochissimo o niente.

In questi giorni (il 21 febbraio) ci sono stati degli incontri i rappresentanti del MIT e i Sindacati.

I sindacati che dicono di difendere i diritti dei lavoratori cosa stanno facendo?

Hanno presentato una proposta che nessun Comandante, 1°Ufficiale di Coperta o di Macchina e Direttore di Macchina avrebbe mai accettato, ma a favore di alcuni armatori e di tutti i centri di addestramento (privati) che poi qualche trasmissione come striscia la notizia smaschera.

Vorrei evidenziare e portare a conoscenza, quello che si sta facendo con i Marittimi ITALIANI in occasione della procedura d’infrazione (che allego) aperta dalla Commissione Europea nei confronti dell’Amministrazione per carenza della formazione manageriale dei nostri ufficiali.

La Direttiva 2008/106/CEE dice:

Ai sensi dell'allegato I, regola II/2, punto 2.2, della direttiva 2008/106/CE, ogni candidato all'abilitazione come comandante o primo ufficiale di coperta di navi pari o superiori a 300 tonnellate di stazza lorda deve, tra l'altro, aver frequentato con esito positivo i previsti corsi di istruzioni e formazione riconosciuti e avere una competenza del livello indicato alla sezione A-II/2 del codice STCW

Analogalmente ai sensi della regola, III/2, punto 2.2, dello stesso allegato, ogni candidato all'abilitazione a direttore di macchina o primo ufficiale di macchina su navi con apparato motore di propulsione principale di potenza pari o superiore a 3000 kW deve, tra l'altro, aver frequentato con esito positivo i previsti corsi di istruzioni e formazione riconosciuti e avere una competenza del livello indicato alla sezione A-III/2 del codice STCW

Si parla all'abilitazione no per chi c’è l’ha già. Perchè dobbiamo fare il corso tutti?

L'esame che abbiamo fatto tanto tempo fa' in presenza di Ufficiale della Capitaneria, era una farsa?

perchè si stà pensando di estendere questi  CORSI DIRETTIVI a tutti?

Ci sono Comandanti e Direttori prossimi alla pensione, che se non fosse stato per la riforma Fornero già erano in pensione dopo 40 anni spesi per mare.

Sono un Capitano di Macchina dal 1993, attualmente navigo come Direttore di Macchine.

Come tutti i miei colleghi sono indignato per l’ultima circolare del MIT che imporrebbe a professionisti come noi la frequenza di un corso di 300 ore per i Comandanti  e 570 ore per i Direttori di Macchine per l’ottenimento di una abilitazione (al tempo titolo) già ricevuta tanti anni fa’ mediante esame sostenuto presso Capitaneria Di Porto in presenza di Ufficiale della Marina Militare e relativa commissione.

ll 21-febbraio-2017 si è tenuta la

 “RIUNIONE COMANDO GENERALE SU CORSI DIRETTIVI”

non si sono ricordati del sottostante particolare, con il titolo da CLC si poteva accedere al concorso per nomina diretta a Guardiamarina CP Ruolo Normale.

Se, come dice la Dott.ssa Cantoni (MIT) all’intervento del Sign. Olivieri, “da allora tutto è cambiato”,

quindi ora il TITOLO di Capitano di Lungo Corso o Direttore di Macchine non vale nulla moltissimi Ufficiali della Capitaneria di Porto andrebbero congedati immediatamente perché la loro nomina si basava sul titolo professionale! magari qualche Ufficiale della Marina Militare che grazie alla disparità di trattamento non dice niente ma sotto sotto pensa "è impossibile, ma se una cosa del genere un giorno succede a me, cosa faccio"  io grazie alla benedetta Patente ho fatto il concorso.

La cosa è talmente assurda che riesce anche difficile descriverla.

ho chiesto che qualcuno risponda in modo chiaro e conciso alle sottostanti domande, ma tutto tace 

SE La circolare n° 28, del 05.06.2014, Titolo Gente di mare, Serie XIII al punto n° 1 citava

“I marittimi che alla data del 14 gennaio 2014 abbiano già conseguito l’abilitazione di Primo Ufficiale di coperta (artt. 6 e 7) e di Primo Ufficiale di macchina (artt. 14 e 15) di cui al D.M. 30/11/2007, sono ESENTATI dall’obbligo di frequenza del corso in parola (Corso Direttivo – Decreto Dirigenziale 4 dicembre 2013) anche per il conseguimento delle successive abilitazioni di Comandante o di Direttore di macchina”

Perchè dobbiamo fare il corso tutti?  

SE La circolare n° 32:
“Si fa riferimento alla Lettera Circolare Serie XIII, Titolo Gente di Mare, n. 28 del 5 Giugno 2014 e seguito dei numerosi quesiti pervenuti da parte delle Direzioni Marittime relativamente alla obbligatorietà del corso Direttivo per gli ufficiali di coperta e di macchina di cui al DD 4 Dicembre 2013, n. 1365.
Si chiarisce che il corso deve essere effettuato da tutti coloro, che a qualsiasi titolo (rilascio o rinnovo del certificato direttivo), richiedano l’ammissione agli esami di cui alla Regola II/2 per il settore di coperta ed alla Regola III/3, per il settore di macchina, della Convenzione STCW 78 nella sua versione aggiornata”

Perchè dobbiamo fare il corso tutti?

Dunque, nella mia ignoranza credo di aver capito che la circolare si riferisca ai requisiti che bisogna avere per essere ammessi agli esami di cui alle Regole II/2 e III/2 della Convenzione. Quale esame, se nel mio caso l’ho sostenuto 25 anni fa’.

La circolare n° 32, fa riferimento alla circolare n° 28  che è quella che “ESENTA” dall’obbligo di frequenza del corso Direttivo, tutti i marittimi che alla data del 14 gennaio 2014 avevano già conseguito l’abilitazione di Primo Ufficiale di coperta, di Primo Ufficiale di macchina, di Direttore e di Comandante. Inoltre, in quella circolare che cito testualmente

“Detto Decreto Dirigenziale entrato in vigore nell’ordinamento nazionale il 14 gennaio 2014, ha consentito la positiva chiusura della procedura d’infrazione aperta dalla Commissione Europea nei confronti dell’Amministrazione per carenza della formazione manageriale dei nostri ufficiali, chiusura comunicata ufficialmente in data 2 aprile 2014”

perché il MIT ha emanato la circolare alla quale le Capitanerie di Porto si attengono “Riesame della della Circolare Unica n. 17 del 17-12-2008 Attuazione del DM 25 Luglio 2016 e ulteriori chiarimenti in merito all’adeguamento e al rinnovo”
La quale a pagina 6 dice
Considerato che non può prescindersi dal possesso delle competenze per il Livello direttivo
richieste dalle norme internazionali e comunitarie, tale requisito è obbligatorio anche per i Comandanti, Direttori di Macchina e Primi Ufficiali di Coperta e di Macchina già in possesso di tali certificazioni, così come, tra l'altro,disposto con Circolare Titolo: Gente di Mare, Serie XIII, D. 32 prot. 7403 del 28/04/2015.
“I marittimi che hanno conseguito l'abilitazione di Comandante, Direttore di Macchina, Primo Ufficiale di coperta e di Primo ufficiale di macchina negli anni 2011 e 2012 (che quindi devono procedere ad un RINNOVO E NON all'adeguamento della data di scadenza), dovranno presentare tale requisito entro il 31/12/2018.” 
Se la procedura di infrazione è sta chiusa ufficialmente in data 2 aprile 2014,e secondo la circolare  n°32 che fa riferimento alla circolare n°28 che ESENTA dall’obblico di frequenza del Corso Direttivo
perchè si è ripresentata l’esigenza di farci fare il Corso Direttivo a TUTTI?
Perchè chi di dovere non si adopera a evitare riforme scolastiche, come l’ultima, basta la media del 6 per essere ammessi agli esami di maturità, basta avere 8 in Educazione Fisica (senza togliere niente alla materia) e 8 in comportamento e poi un bel 4 in Macchine e Elettrotecnica e la frittata è completa.
Magari fra qualche anno in ambito europeo si domandono se il diploma avuto dopo questa riforma sia valido o no, e magari NO A CHI nel frattempo si è laureato MA A TUTTI i laureati non viene più riconosciuta la laurea e devono ritornare a studiare.

Prima per sostenere l’esame di Aspirante Capitano di Macchine o Aspirante Capitano di Lungo Corso ci volenano 18 mesi di navigazione effettiva non come ora che il periodo è stato ridotto.

Per sostenere l’esame di Capitano i Macchine o di Lungo Corso ci volevano altri 30 mesi di navigazione effettiva per un totale 48 mesi, la navigazione doveva avvenire su diversi tipi di impianti, chi aveva navigazione prettamente su Moto Navi, doveva avere almeno 6 mesi effettiva di navigazione su Turbo Navi o viceversa, Navigazione fuori dagli stretti per i Capitani di Lungo Corso. 

 Al di la delle tante polemiche, mi chiedo se in tutta onestà chi ha concepito tali circolari abbia pensato a gente dai 50 ai 65 anni e oltre, costretta a ritornare sui banchi di scuola, gente che ha conseguito una posizione di Comando e di Direzione in anni di lavoro sul mare, gente che grazie alla propria esperienza, anche nelle condizioni più avverse, valuta e decide, assumendosi la piena responsabilità.
Chi pensa e scrive, chi approva questi dettami, dovrebbe soffermarsi a valutarne i valori e le conseguenze, a pensare a gente della suddetta età, che deve preoccuparsi di confermare se stessi dopo una vita di sacrifici.

 Nessuno di quelli che scrivono e dettano decreti sa, quanto sia dura la vita di un marittimo e di quanto lo fosse ancor di più anni addietro.

Nessuno sa o pochi sanno che cosa significa navigare (fare avanti e indietro) per 20 anni su una tratta dove su 8 giorni di viaggio Alaska-Giappone si devono spostare 7 ore di fuso orario in estate e 6 in inverno, con tutti gli squilibri psicofisici che comporta. 
  Chi sà cosa significhi, essere precari per tutta la vita, che potrebbero essere reimbarcati o meno a volte solo per il coraggio di manifestare le proprie opinioni. 

Ecco questo è quello che questi Signori dovrebbero sapere

Spiegateci in modo molto semplice perché le circolari 28 & 32 sono state abbrogate.

O forse c'è dell'altro che noi comune gente di mare non possiamo capire...... fermo restando che dallo scrivente viene riconosciuta l’assoluta necessità di un continuo aggiornamento professionale di tutto il personale marittimo e questo secondo standard di genuina eccellenza, tuttavia non si capisce perchè il MIT voglia che Comandanti, Direttori e Primi Ufficiali di Coperta e Macchina con tanti anni di navigazione maturati in ruoli e competenze DIRETTIVE, per assolvere a quanto prescritto dalla

CONVENZIONE REGOLA I/11 COMMA 4, tutti debbano frequentare il CORSO MINISTERIALE DIRETTIVO istituito con DD 03 Dicembre 2014 N. 1365.

Perchè è la stessa Dott.ssa Moltoni (vedasi all’uopo M_INF.VPTM.REGISTRO UFFICIALE.U.0029312.02-11-2016)

ed afferma che tale corso, necessario per acquisire le competenze direttive  previste dale REGOLE II/2 III/2 e III/3 (come del resto specificato nell’ impianto della norma stessa)  sia stato istituito per chiudere la Procedura di Infrazione aperta a carico dell’ Italia, tenendo conto dei gap formativi dei programmi scolastici.

Ma  com’è possibile che Comandanti e Direttori con decennale esperienza di navigazione, non abbiano già colmato tali lacune con la loro esperienza lavorativa?

Questo è chiarmente una violazione del principio generale di prevalenza della sostanza sulla forma.

Insomma si chiede di tornare a studiare i fondamentali delle materie nautiche, assumendo che, anche se essi abbiano ricoperto e tutt’ora ricoprano e svolgano  compiti e mansioni propri della suddetta qualifica direttiva, loro non ne abbiano acquisito di diritto le competenze.

La comparazione  degli standard di competenza dei certificati rilasciati prima del 01-01-2017 con la nuova normativa non può corrispondere ad un azzeramento delle competenze stesse già acquisite e non può essere retroattiva all’infinito, ma ne deve essere una semplice integrazione.

La capacità direttiva non può essere solo demandata al dato formale della frequenza di un corso teorico, ma va riconosciuta di diritto ai soggetti che da anni la esercitano nella sostanza della vita lavorativa.

Ed è per questi motivi che l’adempimento del COMMA 4 della REGOLA I/11 della CONVENZIONE non può essere demandato al CORSO MINISTERIALE DIRETTIVO istituito con DD 03 Dicembre 2014 N. 1365, ma se mai ad un eventuale strumento normativo più idoneo.

Fermo restando che, per i possesori di tali certificati di competenza rilasciati con le normative precedenti,  l’impianto della norma internazionale stessa, lascia piena libertà e facoltà al MIT di determinare se vi sia o meno il bisogno  di corsi di aggiornamento o di una semplice valutazione.

Quindi il MIT avrebbe piena facoltà, e non farebbe cosa iniqua se stabilisse una data spartiacque per la quale, ai possessori di certificati rilasciati in data anteriore, venga riconosciuta l’esenzione alla frequenza di tale corso.

Esonerati dalla frequenza perchè di fatto con la loro esperienza professionale hanno già appianato le lacune formative per le quali lo stesso è stato istituito.

Questa è stata la strada scelta da tutti gli altri paesi Comunitari.

Se come a detta della Dott.ssa Moltoni (M_INF.VPTM.REGISTRO UFFICIALE.U.0029312.02-11-2016) è veramente premura del MIT limitare il peso economico dei corsi di aggiornamento sui lavoratori marittimi, non si capisce perchè lo stesso voglia che soggetti come Comandanti e Direttori con decenni di esperinza debbano frequentare il corso DIRETTIVO qualche mese prima di andare in pensione.

Un corso del genere viene a costare:

Corso 2500€

Vitto e alloggio (570/8) x 70= 4980€

Mancato guadagno x fare il corso (570/8)=71giorni x (3500/30)=8300€

Viaggio 200€

Non aggiungo altro per non aumentare ancora le spese che il MARITTIMO deve Sostenere,

si arriva alla modesta cifra di circa 15980€

Perchè cosi facendo si salvaguardia  solo la forma della certificazione di competenza, ma  non sicuramente se ne avvalora la sostanza. Dimenticavo, chi ha dei turni di lavoro 28 on 28 off, cosa fa?

Perde il posto di lavoro, perché magari l’ARMATORE imbarca un altro ufficiale comunitario che ha avuto un trattamento diverso dal nostro, e noi andiamo ad aumentare la lista dei disoccupati.

Con osservanza,

Alfio Siliato

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24-02-2017

Qualifiche....che confusione

Spendo solo due righe per fare delle semplicie domande sulle quali Sindacati, Capitanerie e MIT dovrebbero riflettere e rispondere, visto che da un pò di tempo a questa parte sono oggetto di discussione.

Come mai se prima venivano rilasciati CoC da Comune di Coperta (es.) ed adesso con la nuova dicitura verranno convertiti  e rilasciati i nuovi CoC per Comuni abilitati di Coperta, nelle liste di collocamento e chiamate imbarco non trovo altre figure se non Marinai ?

Non dovrebbero essere Comuni?

Quante categorie esistono? e quali sono? e perchè si continua a imbarcare personale con qualifiche non più riconosciute?

Fatecelo cortesemente sapere .

Cordialmente  Andrea

Andrea Mazzone [[email protected]]

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22-02-2017

Corsi direttivi. E' meglio cambiare mestiere.

Dall'incontro Sindacati Comando generale delle capitanerie del 21 c.m. si evince come da relazione dell' incontro:

14:08 Cantoni Il problema è che l’EMSA ha controllato i programmi dei vari nautici, anche ante 1995, ma questi sono risultati non conformi alla Stcw....

Domanda? ma se l'EMSA ha trovato tutti anche gli ante '95 non conformi perchè si parla di non far fare il corso direttivo a chi si è diplomato ante '95?

Poi si parla di corso entro il 2017,  e perchè lo dicono solo ora? non era entro 2018?

Vogliono correre per farci fare  come con i corsi Manila tutto in un paio di mesi?

E chi paga? non sanno rispondere, però i centri già sanno quanto chiedere ...oltre 3000 euro senza contare trasferte vitto alloggio ecc....e i programmi di studio ? non si sanno ma  spacciano per aggiornamenti le solite  cose fatte a scuola 20 anni fà.

E poi sempre esami in CP? ma degli esami già sostenuti in CP non esiste verbale??

allora siamo abusivi bisogna far ricorso e denunciarvi? a proposito poi esame finale in CP, immagino che avremo da pagare tassa per esame ecc. ecc. tanto dopo oltre 3000 euro non c'è problema!

Basta, c'è poco da dire, il susseguirsi di notizie decreti circolari che si smentiscono uno con l'altro che fanno solo confusione non è una situazione sostenibile quindi o chinare la testa e farci trattare da incompetenti oppure FERMARE TUTTO!!!!

Ai sindacati dico: Sveglia avete detto che non ci state a quanto discusso e imposto dal MIT  bene ora tirate fuori gli attributi e fermate tutto sciopero generale, se tenete ai lavoratori per una volta nella vostra vita.

Dal canto mio vedrò di cambiar mestiere questa è pura follia!

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14-02-2017

Umberto Mazzacano Disdetta dalla Uiltrasporti

Con questo mio comunicato, voglio informare tutti i marittimi che il mio passaggio nella UILtrasporti Regione Sicilia, annunciato ai primi di Gennaio 2017, é da considerare NULLO, in quanto sono venuti meno alcuni importanti accordi, che costituivano le condizioni e i presupposti fondamentali per avviare le tanto attese iniziative volte a salvaguardare esclusivamente gli interessi dei lavoratori marittimi.

Nel frattempo a breve, metterò a disposizione dei marittimi, che ne faranno richiesta, un Ufficio Legale che si occuperà di assistere coloro che ne avranno necessità.

Colgo l'occasione per ringraziare la FASTmarittimi, con la quale ho terminato la mia militanza, visti i modesti risultati ottenuti in cinque anni di battaglie.

Resto comunque sempre disponibile ad accettare proposte concrete da parte dei Sindacati atte a tutelare, in modo serio e responsabile gli interessi dei lavoratori.

Umberto MAZZACANO    umberto mazzacano [[email protected]]

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14-02-2017

Corsi direttivi, qualcuno ci spieghi

Egregio Direttore, Ho scritto a più non posso a varii enti, risposte zero.

Vorrei evidenziare e portare a conoscenza di persone competenti quello che si stà facendo con i Marittimi ITALIANI in occasione della procedura d’infrazione aperta dalla Commissione Europea nei confronti dell’Amministrazione per carenza della formazione manageriale dei nostri ufficiali.

Chi di competenza ha pensato a questi CORSI DIRETTIVI

Sono un Capitano di Macchina dal 1993, attualmente navigo come Direttore di Macchine.

Come tutti i miei colleghi sono indignato per l’ultima circolare del MIT che imporrebbe a professionisti come noi la frequenza di un corso di 300 ore per i Comandanti  e 570 ore per i Direttori di Macchine per l’ottenimento di una abilitazione (al tempo titolo) già ricevuta tanti anni fa’ mediante esame sostenuto presso Capitaneria Di Porto in presenza di Ufficiale della Marina Militare e relativa commissione.

Con questi corsi qualcuno si stà creando o altri stanno creando per questo qualcuno un bel business a discapito di tanti onesti lavoratori del mare.

Ho chiesto che qualcuno risponda in modo chiaro e conciso alle sottostanti domande, ma tutto tace 

SE

La circolare n° 28, del 05.06.2014, Titolo Gente di mare, Serie XIII al punto n° 1 citava

“I marittimi che alla data del 14 gennaio 2014 abbiano già conseguito l’abilitazione di Primo Ufficiale di coperta (artt. 6 e 7) e di Primo Ufficiale di macchina (artt. 14 e 15) di cui al D.M. 30/11/2007, sono ESENTATI dall’obbligo di frequenza del corso in parola (Corso Direttivo – Decreto Dirigenziale 4 dicembre 2013) anche per il conseguimento delle successive abilitazioni di Comandante o di Direttore di macchina”

Perchè dobbiamo fare il corso tutti?  

SE

La circolare n° 32:
“Si fa riferimento alla Lettera Circolare Serie XIII, Titolo Gente di Mare, n. 28 del 5 Giugno 2014 e seguito dei numerosi quesiti pervenuti da parte delle Direzioni Marittime relativamente alla obbligatorietà del corso Direttivo per gli ufficiali di coperta e di macchina di cui al DD 4 Dicembre 2013, n. 1365.
Si chiarisce che il corso deve essere effettuato da tutti coloro, che a qualsiasi titolo (rilascio o rinnovo del certificato direttivo), richiedano l’ammissione agli esami di cui alla Regola II/2 per il settore di coperta ed alla Regola III/3, per il settore di macchina, della Convenzione STCW 78 nella sua versione aggiornata”

Perchè dobbiamo fare il corso tutti?

L'esame che abbiamo fatto tanto tempo fa' in presenza di Ufficiale della Capitaneria, era una farsa?

Dunque, nella mia ignoranza credo di aver capito che la circolare si riferisca ai requisiti che bisogna avere per essere ammessi agli esami di cui alle Regole II/2 e III/2 della Convenzione. Quale esame, se nel mio caso l’ho sostenuto 25 anni fa’.

La circolare n° 32, fa riferimento alla circolare n° 28  che è quella che “ESENTA” dall’obbligo di frequenza del corso Direttivo, tutti i marittimi che alla data del 14 gennaio 2014 avevano già conseguito l’abilitazione di Primo Ufficiale di coperta, di Primo Ufficiale di macchina, di Direttore e di Comandante.
Inoltre, in quella circolare che cito testualmente

“Detto Decreto Dirigenziale entrato in vigore nell’ordinamento nazionale il 14 gennaio 2014, ha consentito la positiva chiusura della procedura d’infrazione aperta dalla Commissione Europea nei confronti dell’Amministrazione per carenza della formazione manageriale dei nostri ufficiali, chiusura comunicata ufficialmente in data 2 aprile 2014” perché il MIT ha emanato la circolare alla quale le Capitanerie di Porto si attengono “Riesame della della Circolare Unica n. 17 del 17-12-2008 Attuazione del DM 25 Luglio 2016 e ulteriori chiarimenti in merito all’adeguamento e al rinnovo”

La quale a pagina 6 dice

Considerato che non può prescindersi dal possesso delle competenze per il Livello direttivo
richieste dalle norme internazionali e comunitarie, tale requisito è obbligatorio anche per i Comandanti, Direttori di Macchina e Primi Ufficiali di Coperta e di Macchina già in possesso di tali certificazioni, così come, tra l'altro,disposto con Circolare Titolo: Gente di Mare, Serie XIII, D. 32 prot. 7403 del 28/04/2015.
“I marittimi che hanno conseguito l'abilitazione di Comandante, Direttore di Macchina, Primo Ufficiale di coperta e di Primo ufficiale di macchina negli anni 2011 e 2012 (che quindi devono procedere ad un RINNOVO E NON all'adeguamento della data di scadenza), dovranno presentare tale requisito entro il 31/12/2018.” 


Se la procedura di infrazione è sta chiusa ufficialmente in data 2 aprile 2014,e secondo la circolare  n°32 che fa riferimento alla circolare n°28 che ESENTA dall’obblico di frequenza del Corso Direttivo

perchè si è ripresentata l’esigenza di farci fare il Corso Direttivo a TUTTI?

Perché il MIT non si comporta come altri stati europei vedi Francia?

Perché Confitarma e i vari sindacati in data 1 febbraio non hanno specificato che la proposta “PROPOSTA COMUNE RIGUARDANTE LA PROBLEMATICA RELATIVA AI PERCORSI FORMATIVI PREVISTI PER IL PERSONALE DI LIVELLO DIRETTIVO” che stavano proponendo era relativa solamente a chi aveva conseguito l’abilitazione dopo il 14 gennaio 2014 come diceva la circolare 28’, mentre invece hanno generalizzato?  

Ora deduco,o mi sfugge qualcosa o l’unica cosa che posso pensare è che essendoci tantissimi centri di addestramento con più o meno interessi, per “aiutare” questi centri si è pensato di creare questa cosa scandalosa a discapito di tanti MARITTIMI prossimi alla pensione, corso già pubblicizzato da qualcuno al modico prezzo di 2500€

Perchè, Non si adoperano a evitare riforme come l’ultima, basta la media del 6 per essere ammessi agli esami di maturità, basta avere 8 in Educazione Fisica (senza togliere niente alla materia) e 8 in comportamento e poi un bel 4 in Macchine e Elettrotecnica e la frittata è completa.

Magari fra qualche anno in ambito europeo si domandono se il diploma avuto dopo questa riforma sia valido o no, e magari NO A CHI nel frattempo si è laureato MA A TUTTI i laureati non viene più riconosciuta la laurea.

Prima per sostenere l’esame di Aspirante Capitano di Macchine o Aspirante Capitano di Lungo Corso ci volenano 18 mesi di navigazione effettiva non come ora che il periodo è stato ridotto.

Per sostenere l’esame di Capitano i Macchine o di Lungo Corso ci volevano altri 30 mesi di navigazione effettiva per un totale 48 mesi, la navigazione doveva avvenire su diversi tipi di impianti, chi aveva navigazione prettamente su Moto Navi, doveva avere almeno 6 mesi effettiva di navigazione su Turbo Navi o viceversa, Navigazione fuori dagli stretti per i Capitani di Lungo Corso. 

 Al di la delle tante polemiche, mi chiedo se in tutta onestà chi ha concepito tali circolari abbia pensato a gente dai 50 ai 65 anni e oltre, costretta a ritornare sui banchi di scuola, gente che ha conseguito una posizione di Comando e di Direzione in anni di lavoro sul mare, gente che grazie alla propria esperienza, anche nelle condizioni più avverse, valuta e decide, assumendosi la piena responsabilità.
Chi pensa e scrive, chi approva questi dettami, dovrebbe soffermarsi a valutarne i valori e le conseguenze, a pensare a gente della suddetta età, che deve preoccuparsi di confermare se stessi dopo una vita di sacrifici.

 Nessuno di quelli che scrivono e dettano decreti sa, quanto sia dura la vita di un marittimo e di quanto lo fosse ancor di più anni addietro.

Nessuno sa che cosa significa navigare (fare avanti e indietro) per 20 anni su una tratta dove su 8 giorni di viaggio Alaska-Giappone si devono spostare 7 ore di fuso orario in estate e 6 in inverno, con tutti gli squilibri psicofisici che comporta.

Qualcuno dei nostri governanti ha avuto il coraggio di dire “Marittimi, turisti ben pagati”.

 Nessuno di loro sa cosa significhi, essere precari per tutta la vita, che potrebbero essere reimbarcati o meno a volte solo per il coraggio di manifestare le proprie opinioni.

Ecco questo è quello che questi Signori dovrebbero sapere

Alfio Siliato [[email protected]]

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12-02-2017

Egregio Direttore,

Continuo a leggere notizie su notizie, ma solo qui, in rete, o su qualche blog, ma la realtà è che la categoria del marittimo in italia è ignorata da tutti, ci stanno boicottando.

Signori che io abbia ragione o no c'è poco da fare con le chiacchere non si risolve nulla, e affidarsi a sindacati e associazioni è inutile, ed il perchè è semplice, perchè questo corso direttivo non lo dobbiamo fare non esiste che il governo ci obblighi, i sindacati tutti dovrebbero indire sciopero generale fermare il mondo!!!

invece stanno li a contrattare a bere caffè a far passare il tempo così quando poi saremo a pochi mesi dalla data di scadenza ultima tutti a correre come le solite pecore a fare corsi e qualunque cosa ci chiedono, per mettere inregola un certificato che è già in regola e pagare l'ennesimo pizzo cheormai questa mafia ci impone!

Stiamo pagando con la nostra vita con il nostro tempo i nostri soldi sudati  per gli errori e per il menefreghismo , di chi avrebbe dovuto tutelarci, chi ci rimborsa il danno esistenziale morale economico per tutto quanto stiamo passando ?

Bisogna fermare tutto bisogna fermarsi niente piu servizi portuali, niente piloti, niente rimorchi, tutti in banchina.

Siamo in regola con il CoC o no? ieri no oggi si, finche vi è comodo a voi ? la mia risposta sarebbe e dovrebbe essere quella di tutti visto che siete bravi pensarteci voi .

Andrea Mazzone [[email protected]]

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11-02-2017

Corsi direttivi

Egregio ,

A mio modo di vedere, il MIT in quanto rappresentante della nostra categoria difronte all’EMSA, avrebbe dovuto far valere il fatto che cmq tutto il personale navigante (Comandanti , Direttori, Ufficiali tutti) hanno affrontato dopo il diploma scolastico incriminato, minimo altri due esami (patentino e patente) portando le stesse materie contestate difronte ad una commissione d’esame Ufficiale in Capitaneria di porto! e che quindi tutto il personale navigante è ampiamente coperto ed ha piu che sufficientemente colmato le lacune che solo loro vedono, senza contare l'esperienza diretta sul lavoro maturata in anni di servizio,  contestualmente doveva far rivedere i programmi scolastici dei nautici al ministero dell’istruzione pubblica e tutto finiva lì, oppure semplicemente inserire questo corso come post-diploma per i neo maturandi che vogliono intraprendere la via del mare.
Poichè l’atteggiamento del nostro governo è sempre quello servile di dire sempre si a qualunque richiesta europea senza il minimo orgoglio e senza battere ciglio chi ne fa le spese è il lavoratore, il popolo, l’utenza, pecore da tosare come al solito.

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10-02-2017

Errare humanum est,

Egregio Direttore,

Il mio è uno sfogo di fronte ad un 'atteggiamento ormai cronico delle Capitanerie  le quali  difronte ad un qualsiasi problema dovuto o alla loro disattenzione o come di questi tempi al non riuscire piu a star dietro alle valanghe di circolari  e decreti, riversano sull' utenza creando ancor piu caos e certamente sfiducia nelle istituzioni e pubblica amministrazione.

Mi riferisco a una miriade di casi e situazioni vissute anche personalmente dove difronte all'evindete errore dell'addetto allo sportello di uno qualsiasi di questi Uffici la risposta che ne si ottiene allorquando nasce l'inghippo è < lei perchè non si controlla i documenti  o il libretto  o i corsi >.

Trovo che questo atteggiamento sia a dire poco non professionale e vergognoso poichè anche quando io controllassi i documenti cosa ne so delle novità delle procedure e di tutto quello che sta dall'altra parte della scrivania e poi libretti corsi e quant'altro a compilarli non sono io, a me se sbaglio mi licenziano a voi?  

Io utente marittimo vado in Capitaneria per risolvere un problema, per mettermi in regola, per trovare, da chi dovrebbe conoscere la legge e la amministra, le risposte alle problematiche delle nuove, discutibili, norme varate dal MIT.

E pretendo (si, lo pretendo) professionalita, rispetto,  e conoscenza delle norme da chi mi sta fornendo un servizio pubblico, non un favore privato! 

Che poi io sia informato o no, non importa, voi amministrate e vostre sono le colpe!

Altrimenti datemi carta penna e timbri e il vostro lavoro che noi contribuenti paghiamo

me lo faccio io .

Errare humanum est, perseverare autem......

Andrea Mazzone [[email protected]]

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10-02-2017

I nostri morti dimenticati....

QUESTA SERA NEL SEGUIRE TG5 DELLE 20 HO SENTITO PARLARE DELLE MORTI SUL LAVORO. PER CANALE 5 E  PER LA STRAGRANDE  MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI LE MORTI SULLA M/N SANSOVINO SONO SOLO ORMAI FANTASMI. INFATTI SOLO CHI PERDE LA VITA PRESSO UN IMPIEGO STATALE E' UNA VITA PERSA. SI PARLA SOLO SE MUORE UN LAVORATORE DEL PUBBLICO IMPIEGO  MENTRE SE LA PERDE LA VITA UN MARITTIMO  E' UNA VITA PERSA  DA SEMPRE , CIOE' DAL GIORNO CHE SI E' ISCRITTO NELLE MATRICOLE DELLA GENTAE DI MARE.

 VORREI TANTO CHE GLI ITALIANI ORMAI PERSI NELLA LORO MENTALITA' DI COMPROMESSI SI DESSERO UNO SCROLLATA. I NOSTRI FIGLI SENZA UN IMPIEGO STATALE SARANNO LE NUOVE LEVE DEI TANTO STIMATI (ALMENO PER ME) BARBONI. IL NOSTRO POPOLO MERITA ANCORA PEGGIO. E' MAI POSSIBILE CHE UN SEMPLICE IMPIEGATO STATALE GUADAGNI QUANTO UN MARITTIMO DI BASSA FORZA? IN ITALIA TUTTO E' POSSIBILE.NON E' UNO SFOGO MA PURA REALTA'. GRANDE TORRE D'AMARE , GRAZIE

[email protected]

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23-01-2017

Il marittimo questo sconosciuto

Apprendiamo con molto stupore dalle testate giornalistiche, che il lavoro dei marittimi, attualmente sta assumendo forme di “nuova schiavitù”, oltre al fatto, che viene considerato 21 volte più pericoloso rispetto al lavoro di terra. Eppure in Italia tutto questo non basta, per essere considerato lavoro usurante, anzi da un recente studio dell’INPS, viene evidenziato che i marittimi sono dei privilegiati, in quanto godono di trattamenti più vantaggiosi rispetto a quelli previsti per gli altri lavoratori. Questo ci fa capire, che del lavoro marittimo, quei pochi che ne parlano, non hanno la minima conoscenza delle problematiche annesse e connesse alla specificità del lavoro. Associano il marittimo, alle navi da crociera, dove credono che chi lavora su quel tipo di nave, faccia una bella vita. Purtroppo la realtà è ben diversa da quella che si immagina. Per avere un’idea, vi invito a riflettere un attimo e a chiedervi, quale lavoratore viene impiegato sul posto di lavoro h24, durante lo svolgimento delle proprie mansioni? Il marittimo. Risposta esatta. E solo questo ci fa capire che non abbiamo bisogno di essere studiati da nessuno, compresi gli studiosi dell’INPS per essere considerati privilegiati. Purtroppo in Italia siamo abili a descrivere la realtà in modo differente di come è, soprattutto quando c’è da riconoscere qualcosa alle persone che LAVORANO. Noi marittimi dobbiamo lottare affinché ci venga riconosciuto il lavoro usurante, perché come dice il saggio: chi lotta può perdere, ma chi non lotta ha già perso. Fraterni saluti.

CLC Mario Collaro      

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13-01-2017

Egregio Direttore,

faccio un accorato appello a tutti i colleghi che ragionano con la propria testa, senza farsi condizionare ed influenzare da chi finge di "lottare" per la ns categoria, ma che in realtà remano contro e sono d'accordo con MIT e centri di addestramento, tanto loro il mare, lo vedono da dietro allo schermo di un computer, perchè sono a busta paga..e la loro risorsa siamo noi "scemi" che lavoriamo a bordo.

Contro il corso direttivo, che consentitemi di difinire un' autentica porcata indegna, anticostituzionale, discriminatoria e assolutamente contraddittoria alle varie circolari ministeriali e decreti che si sono susseguiti nel corso di questi ultimi mesi, abbiamo una sola strada:

NON FACCIAMO IL CORSO DIRETTIVO

Se tutti noi, ci rifiutiamo in massa di eseguire tale corso truffa, che ha il solo scopo di mettere le mani nelle tasche dei marittimi, (come già lo è stato il leadership non previsto assolutamente dalla convenzione di manila), ci sarà una grave mancanza di personale abilitato, le autorità saranno costrette a non far partire il naviglio e buona parte dei trasporti si paralizzerà.

Quando i trasporti si fermano, si ferma l'economia, e la politica comincia a chiedersi perchè!

Ciò comporta una rinuncia temporanea al proprio diritto al lavoro, in molti lo perderemo, ma per vincere questa battaglia, bisogna pur essere disposti a perdere qualcosa, per avere una maggiore dignità e far capire a tutti coloro che fingono di difenderci e tutelarci, che con noi marittimi, quelli veri, che si spaccano la schiena, che hanno conquistato con sacrifici e rinunce i proprio titoli professionali, bisogna smetterla di scherzare e prendersi gioco di noi, ora e in futuro.

Se fossimo davvero uniti e non frammentati e divisi da chi vuole che siamo divisi ( basti vedere quanti sindacati nascono e quante associazioni ci sono con pareri e opinioni tutte discordanti, diverse e mai condivise), il problema non sarebbe mai esistitio, ma visto che non è così, e si vuole far in modo voluto che i marittimi siano divisi,  e soprattutto  che in molti colleghi, hanno paura di scioperare per ripercussioni legali ( ad esempio denunce per interruzione di pubblico servizio), rifiutarsi di eseguire questa presa in giro del corso direttivo, è la nostra unica arma per porre l'attenzione su il comportamento vessatorio, ingiusto e fuorviante di chi invece dovrebbe essere garante di sviluppo e produttività per la ns categoria (Ministero e altre figure a cui non ci è dato sapere), ma che credo in molti abbiano già capito.

RIFIUTIAMOCI IN MASSA DI FARE IL CORSO DIRETTIVO

alba chiara [[email protected]]

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30-12-2016

Aspettando il 2017….

Cosa dire,credo che con la fatidica data 31.12.2016, i marittimi abbiano subito l’ennesima beffa. Prima il danno che ha causato  la corsa ai corsi, con  trasferte, viaggi da e per i famosi Addestramenti…

Poi arriva la beffa del MIT che posticipa il tutto a giugno 2017, per la gioia di coloro che hanno sborsato cifre enormi per adeguarsi in tempo. Poi arrivano le notizie delle truffe ai danni di chi come il sottoscritto ha frequentato tali corsi presentandosi e non mancando mai alle “lezioni”, vedesi caso Striscia la Notizia a Torre del Greco.

Poi arrivano le disgrazie, gli incidenti dettati dal risparmio armatoriale, che riduce il personale a bordo, sovraccaricando di mansioni i pochi membri dell’equipaggio rimasti a bordo.

Poi come se nulla fosse, leggo di società un tempo  oro e posti ambiti per i marittimi, come caremar, che tagliano figure chiave a bordo come il primo ufficiale di macchina,presto toglieranno pure quello di coperta, riducendo come se nulla fosse le tabelle di armamento. Allora mi chiedo,  il caso Sansovino, non ha insegnato nulla alle Autorità e agli Armatori?  Ancora non hanno capito che riducendo e riducendo il personale, la sicurezza si va a farsi friggere?

Mi chiedo ma i sindacati lottano affinché ciò non avvenga?

Invito comunque i colleghi, che non dobbiamo però scagliarci all’unisono contro di essi, purtroppo i sindacati sono fatti da persone, alcune valide, altre meno, alcuni integerrimi che conosco in prima persona e altri opportunisti/e,  avidi/e, che pensano solo a se stessi/e e pertanto vanno isolati/e. Come anche sulle navi ci sono marittimi bravi, umili e diligenti, ci sono anche gli arroganti, i/le saccenti e i/le presuntuosi/e.

E a parlare sono i fatti…omissis…

Mi piacerebbe vedere, se i sindacalisti non fossero messi a busta paga, e non girassero i soldi, quanti o quante, sarebbero davvero disposti/e,  a fare sindacato e a lottare realmente per il bene della categoria.

Chiudo per non divulgarmi troppo, il 2016 si conclude con una drastica riduzione del personale navigante italiano(stufo ed esausto dalle condizioni di lavoro e di ricatto continuo che si subisce da parte delle autorità e degli armatori) e con l’aumento del numero di associazioni e sindacati “ pro marittimi”.

A questo punto la domanda è spontanea: I CONTI NON TORNANO, COSA MI SONO PERSO???

AI POSTERI L’ARDUA SENTENZA…

alba chiara [[email protected]]

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24-12-2016

Grazie a voi, che ci date le notizie e quindi il mio pensiero va a tutta la vostra redazione per un augurio sincero di Buon Natale e Buon Anno.

Un anno di ipocrisie

E si possiamo proprio dirlo, l'anno 2016 è stato l'anno delle ipocrisie, delle tante speranze e quasi tutte disattese. Chi era disperato è rimasto disperato, i problemi c'erano nel 2015, e nessun problema è stato risolto nel 2016. Sono nate associazioni, nuovi sindacati,paladini,  ma il marittimo, il vero marittimo, quello che cerca veramente il lavoro, per lui, continua il calvario. Sulla disoccupazione si sono dette tante cose, come mancanza di specializzazione,  poca conoscenza delle lingue, marittimi che costano cari rispetto ad altri...ebbene anche a questo si è cercato di risolvere, si sono fatti corsi di inglese,  marittimi che hanno cercato di specializzarsi, si sono abbassati i contratti come i famosi imbarchi degli allievi...e che cosa abbiamo concluso. N I E N TE.   A Torre del Greco, città di mare, gli allievi sono sempre in cerca di lavoro e se qualcuno riesce ad imbarcare si fa festa in piazza.   Per chi ha cercato di specializzarsi una nuova minaccia ha colpito tutta la sua sicurezza. "Manila 2010" Ormai per ottenere alcune certificazioni importanti se non hai la giusta navigazione entro una determinata data rischia di restare fuori e di dover ricominciare daccapo. Per non parlare poi chi aspetta la risoluzione delle varie contrattazioni ancora sospese, di chi magari   ha un rapporto stabile con le società,  ma contrattazioni ferme, dove di rispetto di contrattazione non c'e piu' niente.

Cosa augurarci......non lo so', anzi forse lo immagino, l'anno 2017, ho paura che sia peggio di quello che sta passando.

Ciro Guida

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